Economia 8 Settembre Set 2014 1005 08 settembre 2014

Alibaba: come guadagnare con l'Ipo

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Jack Ma, fondatore e presidente di Alibaba. Il conto alla rovescia per la quotazione di Alibaba a Wall Street è cominciato. Il road show ha preso il via ufficialmente l'8 settembre e la società di e commerce fondata nel 1999 da Jack Ma, imprenditore cinese ormai quasi naturalizzato americano, ha un fitto programma di incontri in giro per il mondo: cento (Boston, Londra, in Medio Oriente, San Francisco e Hong Kong prima di una tappa finale a New York), soprattutto con investitori istituzionali con tappe nelle principali capitali finanziarie mondiali. Alibaba promette di essere la più grande quotazione della storia: l’Ipo dovrebbe arrivare il 18 o 19 settembre, la data non è ancora stata fissata definitivamente, e il prezzo di collocamento verrà deciso, come di consuetudine, la sera precedente. La forchetta di prezzo indicata dall'azienda è tra i 60 e 66 dollari. UN COLLOCAMENTO DA 21,1 MILIARDI DI DOLLARI Il colosso cinese dell’e-commerce sta mettendo a punto gli ultimi dettagli: ha scelto Barclays come market-maker al Nyse, ha indicato Goldman Sachs come stabilization agent, ovvero come responsabile delle prime operazioni di scambio con il compito di garantire che tutto fili liscio e ha dato a Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, J.P. Morgan Chase e Morgan Stanley l’incarico di seguire l’Ipo che potrebbe arrivare a valere fino a 21,1 miliardi di dollari, mentre la valorizzazione complessiva del colosso cinese salirebbe a 163 miliardi di dollari. In termini di paragoni, la quotazione monstre di Facebook si fermò a 16 miliardi e se portata a termine ai valori previsti con un valore dell'aziebda pari a 104 miliardi, la maggiore Ipo di sempre a Wall Street fino ad ora. Ma come fanno gli investitori comuni a essere parte del gioco? Ecco tre cose da sapere.

Una dei magazzini di Alibaba da cui sono transitati 248 miliardi di dollari solo nel 2013. 1. IL TITOLO SI PUÒ COMPRARE SOLO IN IPO: COME, DOVE E A CHE PREZZO Prima dell’Ipo le azioni saranno vendute ai sottoscrittori della stessa, ovvero banche e grandi gruppi e non ai piccoli investitori. Tutti gli altri potranno comprare i titoli una volta che cominceranno a essere scambiati, il giorno dell’Ipo, quindi al prezzo di mercato, che secondo alcuni analisti potrà essere anche doppio rispetto a quello di collocamento, quindi stando alla forchetta ipotizzata dall'azienda intorno ai 120-132 dollari per azione. L'acquisto attraverso un broker online è la scelta migliore Per comprare le azioni occorre avere un account su un sito di brokeraggio online (Directa sim, Fineco solo per fare alcuni esempi) che è abilitato al mercato americano e denaro disponibile. Un suggerimento è aprire l’account in anticipo rispetto alla data della quotazione, in modo da non perdere tempo il giorno stesso: gli analisti ritengono che il prezzo salirà in modo costante nel corso della giornata (non è una garanzia ovviamente, basti pensare all’Ipo flop di Facebook), quindi comprare subito all’apertura può essere una buona idea. 2. ALIBABA È UN BUON INVESTIMENTO? I NUMERI DA TENERE D'OCCHIO La classica domanda da un milione di dollari è se valga la pena o meno di investire in Alibaba e se l’enorme entusiasmo che accompagna l’imminente sbarco a Wall Street sia giustificato dai fatti. Secondo la maggior parte degli esperti la risposta è sì, perché il colosso dell’e-commerce ha una posizione di forza sul mercato dell’e-commerce cinese e negli ultimi trimestri ha messo a segno una crescita rapida, un ampio incremento dei margini di profitto e ha visto rafforzarsi la propria posizione sul mercato dell’e-commerce. Solo nei tre mesi conclusi il 30 giugno, i profitti sono quasi triplicati a 12,34 miliardi di yuan, 1,99 miliardi di dollari, mentre il fatturato è salito del 46% a 15,77 miliardi di yuan, 2,54 miliardi di dollari. Il confronto con eBay e Amazon e Ups Per il 2013 le entrate stimate sono di 8 miliardi di dollari (contro i 16 miliardi di eBay e i 75 miliardi di Amazon, per fare un esempio), ma le merci vendute sono state pari a 248 miliardi di dollari (il doppio di Amazon e tre volte eBay) e c'è anche da tenere conto che Alibaba ha portato in Cina più pacchi di Ups negli Usa: 5 miliardi contro 4,3 miliardi. Numeri che delineano un colosso. «Le prospettive di lungo termine sono buone, soprattutto perché Alibaba è quasi monopolista in Cina e il Paese raccoglie il maggior numero di utenti di internet al mondo, circa 620 milioni», ha spiegato Victor Liang, analista di Intelligent Stocks. Detto questo la storia insegna che le Ipo, in particolare quelle tecnologiche, non sempre vanno come previsto. Facebook è stato l’esempio più clamoroso, ma anche quella del produttore di videogiochi online Zynga era stata al di sotto delle previsioni.

Yahoo! è azionista di Alibaba: possiede il 24%. 3. L’ALTERNATIVA È PUNTARE SUGLI AZIONISTI DI MAGGIORANZA: YAHOO! E SOFTBANK L'acquisto di Alibaba non è buon mercato. Una possibilità, suggeriscono gli esperti di Investor Place, è puntare non direttamente su Alibaba, ma sui suoi azionisti di maggioranza, ovvero Softbank e Yahoo!, che controllano rispettivamente il 37% e il 24%. Questi titoli possono già essere comprati (Yahoo è quotata a Wall Street, Softbank a Tokyo) e il suggerimento è acquistare prima della quotazione di Alibaba, scommettendo sul fatto che l’apprezzamento del titolo a cui si è assistito dall’annuncio della quotazione della società cinese in poi proseguirà anche nel giorno dell’Ipo. I numeri 2014 di Yahoo! e Softbank Nell’ultimo anno Yahoo ha guadagnato il 40% e il 158% negli ultimi due, mentre Softbank sale più del 100%. Facciamo due conti: Alibaba è attualmente valutata circa 130 miliardi di dollari, quindi la quota di Yahoo ne vale circa 31, quasi l’80% della sua capitalizzazione di mercato (40 miliardi circa). Se il titolo di Alibaba dovesse raddoppiare nel primo giorno di scambi, l’investimento di Yahoo salirebbe a circa 49 miliardi (nell’ipotesi che venda come anticipato una fetta del 10%). Facendo lo stesso calcolo con Softbank l’investimento potrebbe valere fino a 83 miliardi di dollari.

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