Maurizio Landini Segretario 130202170537
SINDACATI 8 Settembre Set 2014 2056 08 settembre 2014

Lavoro, la Cgil torna in piazza a ottobre

Manifestazione della Fiom il 25 a Roma.

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Il segretario della Fiom Maurizio Landini.

La Cgil è pronta a organizzare a ottobre una manifestazione per il lavoro. Lo ha annunciato il segretario generale Susanna Camusso, nel corso della trasmissione Diciannovequaranta su La7, spiegando che la proposta è destinata ad arrivare al prossimo direttivo. La mobilitazione dovrebbe essere in agenda nei primi giorni del mese.
«BISOGNA CREARE LAVORO». Camusso ha detto di vedere grande volontà di cambiamento nel governo, ma nello stesso tempo politiche «in continuità» con i governi precedenti, con «tagli lineari» alla spesa, invece di «investire per creare lavoro». Quel lavoro invece, che secondo la leader Cgil, andrebbe messo «al centro» delle politiche del Paese, facendo riforme contro i poteri che «bloccano» la crescita del Paese.
FIOM, MANIFESTAZIONE IL 25 OTTOBRE. Un autunno caldo è stato promesso anche dalla Fiom, che ha in cantiere una manifestazione nazionale il 25 ottobre a Roma e un pacchetto di otto ore di sciopero: iniziative che la direzione proporrà all'assemblea nazionale, secondo quanto annunciato dal segretario generale Maurizio Landini. L'idea, ha spiegato Landini a margine di un'evento alla Festa dell'Unità di Firenze, è quella di mettere l'iniziativa «a sostegno di una serie di richieste che riguardano la politica industriale, gli investimenti, l'incentivazione dell'uso dei contratti di solidarietà e delle riduzioni d'orario per impedire i licenziamenti, e di una serie di proposte per riformare davvero il mercato del lavoro in un'ottica che difenda il lavoro, combatta la precarietà, e si ponga il problema di fare ripartire gli investimenti nel nostro Paese». La manifestazione, ha aggiunto il leader della Fiom-Cgil, «sarà rivolta a tutti i metalmeccanici ma anche a tutti i giovani, i precari, i soggetti che pensano sia necessario rimettere al centro il lavoro, e cambiare le politiche economiche che in questi anni sono state realizzate, e anche per dire che le ricette della Confindustria di cancellare i diritti, cancellare i contratti nazionali, non ci sembra la strada da percorrere, e quindi noi proponiamo un altro percorso».

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