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SPESA PUBBLICA 8 Settembre Set 2014 2145 08 settembre 2014

Spending review, Cottarelli consegna la lista dei tagli a Renzi

Vertice a Palazzo Chigi: interventi per 20 mld.

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La riunione a Palazzo Chigi sulla spending review a cui hanno partecipato anche Renzi, Boschi e Cottarelli.

Con una riunione preparatoria a Palazzo Chigi tra il premier, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il commissario per la revisione della spesa Carlo Cottarelli ha proiettato nel vivo l'operazione di tagli e risparmi del governo Renzi. Da un maggiore «coordinamento» tra le forze dell'ordine, alla revisione di incentivi e trasferimenti da parte di diversi ministeri alle imprese che valgono fino a 4 miliardi, fino al preannunciato taglio delle partecipate pubbliche.
MISURE DEFINITE IL 10 SETTEMBRE. Nel dettaglio degli interventi è previsto che si entri mercoledì 10 settembre, quando è stata fissata una tornata di incontri tra il premier, il suo staff e i responsabili dei vari dicasteri per individuare le principali voci oggetto di quella sforbiciata del 3% delle spese ministeriali annunciata dal presidente del consiglio nei giorni scorsi. Si tratta ovviamente di un'indicazione di grandezza e non di un taglio lineare, perché ogni ministero contribuirà indicando le poste su cui intervenire. La spending review dovrà infatti essere uno sforzo collettivo.
ATTESI IL NUMERI SUL PIL DELL'ISTAT. Mentre l'Italia si prepara a presentarsi di fronte ai partner europei all'Ecofin informale di giovedì 11 e venerdì 12 settembre a Milano, dove è previsto che si inizino a definire i mezzi per sbloccare gli investimenti usando meglio la flessibilità già esistente, nell'immediato il fuoco è puntato anche sui numeri del Pil dell'Istat, attesi per martedì 9 settembre. Spetterà infatti ai tecnici dell'istituto di statistica annunciare la revisione del valore del Prodotto italiano 2011 alla luce dei nuovi criteri contabili stabiliti dal sistema europeo dei Conti nazionali.
VOCI DI SPESA PASSATE AL SETACCIO. A varcare la soglia di Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio di lunedì 8 settembre sono stati prima Cottarelli - che dovrebbe rimanere al suo posto almeno fino al varo della Legge di Stabilità - e poi Padoan. Con il premier i due supertecnici economici hanno passato al setaccio la lista delle poste che potrebbero e dovrebbero essere tagliate per dare attuazione all'obiettivo di una sforbiciata da 20 miliardi alla spesa pubblica che Renzi si è prefissato per il 2015. Secondo quanto calcolato dal Corriere della Sera, quel taglio del 3% delle spese dei ministeri potrebbe tradursi in un risparmio di 7 miliardi di euro. Sulla linea del governo che ha sempre detto di non voler procedere a tagli lineari, la geografia degli interventi ipotizzata già nei mesi scorsi da Cottarelli abbraccia tutta la compagine della Pa.
TAGLI A PARTIRE DALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO. I capitoli e le strategie di intervento erano già stati in parte definiti, quando all'avvio della spending Cottarelli ha verificato, con i singoli ministeri i possibili interventi. Si parte dalla presidenza del Consiglio per la quale è prevista tra l'altro la razionalizzazione di dipartimenti e dirigenti ed è previsto che si passi poi alle misure destinate al ministero della Difesa e di quello dell'Interno animato, quest'ultimo, dalla recente mobilitazione delle forze di polizia.
NECESSITÀ DI COORDINARE LE FORZE DELL'ORDINE. Cottarelli ha fin dall'inizio parlato della necessità di coordinare polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza e forestali.
Per gli Esteri si potrà riparlare di razionalizzazione della rete diplomatica e consolare.
PIANI DETTAGLIATI DI TAGLI DAI MINISTERI. Nessuno escluso dunque, ciascuno dei ministeri dovrà mostrarsi disposto a presentare un proprio piano dettagliato di taglio delle spese. In questa direzione proprio l'8 settembre dal Mise hanno fatto sapere che i tecnici erano al lavoro per la propria spending review interna.
PRIVATIZZAZIONI: APERTI I CAPITOLI ENEL ED ENI. C'è poi il capitolo privatizzazioni. Il governo conta di mettere in campo tutte le forze per realizzare la dismissione di quote di Eni ed Enel. Ma ovviamente ascoltando, per i tempi, «gli umori dei mercati».
SMENTITE SU UN RITORNO DI COTTARELLI AL FMI. Dal vertice odierno è infine giunta l'ennesima smentita alle voci su un imminente rientro di Cottarelli al Fondo monetario. Se il commissario lascerà, non sarà certo prima della riunione dell'Ecofin che in programma dall'11 settembre a Roma: in quell'occasione, viene spiegato da fonti governative, l'Italia potrebbe chiedere tempo per il pareggio di bilancio e per il rientro dal deficit in cambio di riforme.

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