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FISCO 8 Settembre Set 2014 0735 08 settembre 2014

Tasi, il rebus dell'impiego dei fondi della tassa

Capire come vengono usati i soldi del balzello è un'impresa.

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La Tasi è la Tassa sui servizi indivisibili.

Di certo c'è che la Tasi - la tassa sui servizi indivisibili - deve essere pagata. Ma dove finiscano i soldi non è dato saperlo. Anche se la legge che ha istituito il balzello spiega che i Comuni devono indicare in modo trasparente, chiaro e «analitico» sia il gettito incassato sia l'utilizzo dei fondi. Peccato che, come ha evidenziato La Repubblica, il cittadino, se vuole capire come vengano usati i soldi, non può limitarsi a collegarsi al sito internet istituzionale. Ma deve spulciare bilanci, documenti, relazioni, regolamenti e mettersi, con pazienza, a fare i calcoli per avere le idee chiare.
I CONTI DELLA UIL. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro ha interpellato il Servizio politiche territoriali dell'Uil per capire qualcosa sulla Tasi in otto grandi città, tra cui Roma e Milano. Ed è emerso che gli incassi della Tasi servono a coprire circa un terzo del costo totale dei servizi indivisibili come gli asili nido o il trasporto scolastico.
La Capitale, per esempio, indica in 627 milioni di euro i servizi finanziati dalla Tasi, ma il gettito della tassa stimato è inferiore e si aggira sui 572 milioni nel Regolamento e in 636 milioni nel bilancio di previsione.
MILANO TRASPARENTE. A Milano (gettito stimato in circa 165 milioni di euro) la situazione è migliore, perché c'è più trasparenza. Ma, come a Genova (qui l'incasso è di circa 75 milioni), tocca al cittadino capire come è divisa la Tasi. Così se a Roma al primo posto dei servizi finanziati c'è la voce «mobilità e servizi», nel capoluogo lombardo ci sono «ordine pubblico e sicurezza», seguiti da «trasporti» e «ambiente».
BUIO TOTALE A VENEZIA. A Torino - gettito di circa 136 milioni - i soldi della Tasi servono per vigili, illuminazione e pure per le fontanelle (1 milione).
Più complicato capire che fine faranno i fondi a Venezia, visto che il Comune non ha approvato il bilancio 2014.
Mentre a Napoli sono stati indicati sette servizi indivisibili da finanziare, ma manca il gettito della tassa e la ripartizione dei soldi.
Insomma, il federalismo fiscale sembra ancora lontano.

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