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ECONOMIA 9 Settembre Set 2014 1700 09 settembre 2014

Calcolo Pil, entrano droga e prostituzione: nel 2011 stima alzata del 3,7%

Dato 2011 ricalcolato: +59 mld. E 15 vengono dall'illegalità.

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L'inclusione di proventi da droga, prostituzione e contrabbando di sigarette (secondo le direttive Eurostat) rivaluta il Pil 2011 del + 1% ( 15,5 miliardi).

È arrivato il nuovo Pil. E rispetto al 'vecchio' dato il livello risulta aumentato di 59 miliardi, ovvero del 3,7%.
Nel calcolo fatto secondo le linee guida dell'Eurostat è entrato anche il parametro delle attività illegali.
L'inclusione riguarda droga, prostituzione e contrabbando di sigarette, che alla fine contribuiscono alla rivalutazione del Pil per 1 punto percentuale, ovvero 15,5 miliardi di euro (compreso l'indotto della produzione di beni e servizi legali).
Il dato è stato stimato dall'Istat, che ha ricalcolato il Prodotto interno lordo italiano secondo il nuovo sistema europeo dei conti e altri cambiamenti.
L'anno di riferimento è il 2011, la cui stima è passata, infatti, da 1.579,9 a 1.638,9 miliardi.
RICERCA E SVILUPPO PUNTO DECISIVO. Forte contributo anche dai cambiamenti relativi alla voce ricerca e sviluppo, che da costo diventa investimento (20,6 miliardi).
A ciò si aggiungono una serie di altri effetti, di minore entità, tutti derivanti dall'aggiornamento del sistema nazionale dei conti (dal Sec 95 al Sec 2010) e dalle altre innovazioni introdotte dall'Istat.
Il passaggio al nuovo Sec riguarda tutta l'Unione europea. E guardando a quanto accaduto negli altri Paesi, l'Istat riporta i casi di Germania (che ha rivalutato il Pil del 3,4%), Francia (+3,2%) e Regno Unito (+4,6%).
IL SOMMERSO A 187 MILIARDI. L'economia sommersa, coi nuovi parametri , è risultata circa pari 187 miliardi, ovvero l'11,5% del Pil 2011.
Si tratta delle somme connesse a lavoro irregolare e sottodichiarazione. A ciò si può aggiungere l'illegalità (droga, prostituzione e contrabbando), per un combinato, l'economia non osservata, di oltre 200 miliardi (12,4% del Pil).
IL DEFICIT CALA DI 0,2 PUNTI. Il rapporto tra deficit e Pil si è abbassato così di 0,2 punti percentuali: il rapporto indebitamento netto/Pil passa dal 3,7% al 3,5%, con riferimento al 2011.

Si contano le prostitute, non i clienti

Ma come fa l'Istat a stimare l'impatto delle attività illegali? Per la prostituzione è possibile calcolare il numero delle prostitute e non quello dei clienti.
Per il valore dei traffici di droga, invece, si guarda alla ''domanda'', si studiano le diverse tipologie di consumatori e poi si valuta anche il ''listino prezzi'' delle varie sostanze.
«NON CI SONO MISURE». Non è un esercizio facile. Gian Paolo Oneto, direttore centrale contabilità nazionale, ha spiegato: «Sono attività che non si vogliono far misurare per definizione. Non ci sono misure».
La premessa è che l'Istat non valuta l'attività criminale, ma si limita a valutare queste tre attività illegali, che in alcuni Paesi sono anche legalizzate.
FONTI INTERNAZIONALI. Per una stima attendibile si usano fonti diverse, su domanda e offerta, talvolta anche internazionali.
È il caso della droga. Si usano le stime dell'Onu (o meglio dell'United Nation Office on Drugs and Crime) e del centro europeo di monitoraggio, l'Emcdda.
Ma i dati sul fronte dell'offerta vengono considerati meno ''solidi'' e così si controllano anche i dati di chi si rivolge ai Sert, i centri di assistenza per le politiche antidroga.
STIME SUI PREZZI MEDI. Si tiene così conto del numero di consumatori ma anche delle distinzioni esistenti: i tossicodipendenti e quelli saltuari. Dal consumo medio si deve però arrivare al valore economico del settore. Come si fa? Si usano le stime sui prezzi ''medi'' delle diverse sostanze che arrivano dal ministero dell'Interno.
Per la prostituzione, invece, non si guarda alla domanda. Non ci sono statistiche sui ''clienti'' (le informazioni - per dirlo in gergo statistico - sono ''fragili'') e così si guarda ai dati sul numero delle prostitute che arrivano da associazioni private e di volontariato, ma anche dagli studi della Commissione europea.
Dopo il numero delle prostitute (stimato) si valuta «la produzione dei servizi di questa tipologia». Di certo l'Istat è ora consapevole che questi dati sono importanti. I dati saranno elaborati sempre con maggiore precisione, per conoscere questi fenomeni, anche al di la delle esigenze di calcolo del Pil.

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