Economia 9 Settembre Set 2014 1134 09 settembre 2014

Salasso Tasi: perché costa più dell'Imu

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Tasi All'esame mancano al momento almeno 25 capoluoghi di provincia, ma secondo la Cgia di Mestre, alla luce dei dati disponibili per 76 comuni, in 2 comuni su 3 in media l'importo Tasi sarà più leggero dell'Imu pagata nel 2012. A beneficiarne, in particolare, per la Cgia, anche i proprietari di prima casa nelle grandi città come Torino, con un risparmio di 332 euro, Roma (319), Milano e Genova (174), Napoli (165). A Siena il vantaggio più alto: 374 euro. Ma è un effetto puramente ottico. Perchè a ben guardare per 7 famiglie su 10 la Tasi è più cara dell'Imu. 1. PAGA DI PIÙ CHI HA FIGLI E RENDITE CASTATALI SOTTO LA MEDIA La ragione? La Cgia ha fatto i calcoli sulla rendita catastale media di ciascun Comune capoluogo di Provincia. E ha preso in considerazione un'abitazione di tipo civile (categoria catastale A2 che comunemente è la più diffusa) rilevando aliquote e detrazioni presenti nelle delibere comunali pubblicate entro l'8 settembre 2014 sul sito del Dipartimento delle Finanze. I risparmi e gli aumenti di imposta sono, quindi, importi medi. E nonostate l'aliquota Tasi sulla prima casa scelta dai Comuni varia tra l'1 e il 2,5 per mille, meno della metà dell'Imu che andava dal 4 al 6 per mille, le famiglie sono penalizzate. La prova è che la situazione cambia in senso peggiorativo in presenza di figli o per rendite catastali più basse. Tutta colpa delle maggiori detrazioni Imu che rendono il confronto con la Tasi sfavorevole per il contribuente. L'Imu, infatti, contava sulla detrazione fissa di 200 euro per tutti, più 50 euro per ciascun figlio sotto i 26 anni. Mentre per la Tasi, le detrazioni sono opzionali e molto più basse. In questo modo, ripetendo i calcoli sono oltre il 50% dei comuni capoluoghi di provincia (40 su 76) nei quali la Tasi è più pesante dell'Imu. La conferma arriva dai calcoli della Uil - Servizio politiche territoriali - sec0ondo cui vivere in una A3, ovvero una casa economica, con un figlio e rendita pari a 450 euro, che è la media nazionale per questa categoria, può essere penalizzante per il 71% delle famiglie (nell'ipotesi, con reddito Isee di 10 mila euro e reddito Irpef di 20 mila euro). Sette famiglie su dieci quindi pagheranno più Tasi che Imu: 52 euro extra a Bologna, 32 a Firenze, 30 a Milano, 27 a Venezia.

Siena, secondo i calcoli della Cgia di Mestre, è la città che ha il maggior risparmio nel passaggio da Imu a Tasi. 2. CALCOLI ANCORA PARZIALI: NON TUTTI I COMUNI HANNO FISSATO L'ALIQUOTA Insomma, non c'è da stare allegri. «Ovviamente il risultato che emerge da questo confronto è ancora parziale, perché non hanno ancora deliberato l'aliquota Tasi, o pubblicato la medesima sul sito del Dipartimento delle Finanze, almeno altri 25 Comuni capoluogo di provincia», ha precisato il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi. All'apello mancano realtà importanti come Bari e Palermo. I proprietari di prima casa che rispetto a 2 anni fa subiranno i rincari maggiori sono quelli residenti a Verbania (+200 euro), a Mantova (+120 euro), a Prato (+117 euro), a Trieste (+100 euro), ad Ascoli Piceno (+85 euro) e a Lucca (+83 euro). Coloro, invece, che dal confronto Tasi/Imu godranno il maggior risparmio sono i proprietari di prima casa residenti a Siena: il vantaggio economico rispetto al 2012 sarà per ciascuno di loro di 374 euro. Seguono i torinesi (-332 euro), i romani (-319 euro), i livornesi (-277 euro) e i brindisini (-260 euro). «Se teniamo conto che nel 2013 la quasi totalità degli italiani non ha pagato l'Imu sulla prima casa, gli importi previsti dalla Tasi per l'anno in corso rischiano di mettere in seria difficoltà economica non poche famiglie, soprattutto a Bologna, dove il versamento medio si aggirerà attorno agli 867 euro» ha detto Bortolussi. «Meno pesante ma altrettanto impegnativa la situazione che si verificherà a Genova, a Torino e a Milano, dove i proprietari dell'abitazione principale pagheranno rispettivamente 725, 716 e 624 euro».

Anche chi abita in affitto paga la Tasi: l'importo è deciso dai sindaci in percetuali dal 10% al 30% della rendita catastale. 3. NON SOLO PROPRIETARI: PAGANO ANCHE GLI AFFITTUARI L'altra novità rispetto all'Imu è che il salasso è davvero per tutti: proprietari e inquilini. Pagano la tasi, infatti, i proprietari di prima e seconda casa, questi ultimi aggiungono alla Tasi anche l'Imu, ma anche gli affittuari, in percentuali dal 10% al 30%, decise dai sindaci. La Tasi è una delle due gambe della Iuc (Imposta unica comunale), l'altra è la Tari, la tassa sui rifiuti. Tasi e Tari comportano però due bollettini diversi: la Tari arriva precompilata a casa e si versano in momenti diversi. Le scadenze della Tasi per quest'anno sono variabili: circa 2 mila Comuni hanno fatto pagare l'acconto a giugno, altri 3 mila lo faranno pagare entro il 16 ottobre, e i ritardardatari che non hanno ancora comunicato le aliquote faranno pagare in un'unica soluzione a metà dicembre. L'aliquota Tasi sulla prima casa è scelta dal Comune e varia in un range tra l'1 e il 2,5 per mille, mentre l'Imu andava dal 4 al 6 per mille. Ma l'Imu contava sulla detrazione fissa di 200 euro per tutti, più 50 euro per ciascun figlio sotto i 26 anni. Mentre per la Tasi, le detrazioni sono opzionali e molto più basse. I Comuni che le applicano possono finanziarle alzando dello 0,8 per mille l'aliquota sulla prima casa (che al massimo può arrivare, come detto, al 3,3 per mille). Oppure spostando quest'addizionale tutta sulle seconde case. O scegliendo una via di mezzo (0,4 sulle prime e 0,4 sulle seconde, oppure 0,2 sulle prime e 0,6 sulle seconde). I sindaci che hanno optato per il bonus fiscale l'hanno parametrato alle rendite catastali o al reddito Irpef o a quello Isee. E comunque sono andati in ordine sparso. Da zero detrazioni generali a sconti nulli per i figli, dal bonus solo dal terzo figlio in poi (Ferrara) al bonus per chi ne ha più di quattro (Reggio Emilia).

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