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IMPOSTE 9 Settembre Set 2014 0650 09 settembre 2014

Tasi, imposta più cara per i redditi più bassi

Per chi ha figli e case modeste sarà più cara dell'Imu.

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La Tasi è la Tassa sui servizi indivisibili.

Nuova stangata in vista per i cittadini, in vista di un autunno ricco di spese per le famiglie. Entro il 10 settembre, un terzo dei Comuni deve decidere l'aliquota Tasi, e trasmetterla al ministero dell'Economia entro il 18 settembre.
Il rischio, come ha riportato La Repubblica, è proprio che queste amministrazioni non prendano una decisione entro la scadenza prefissata. Perché in questo caso i cittadini dovrebbero pagare l'imposta in un'unica soluzione a dicembre.
A POSTO LE GRANDI CITTÀ. Le grandi città sono state più o meno diligenti, e hanno tutte provveduto a stabilire l'aliquota. In ritardo Palermo, che ha calendarizzato per il 9 settembre la decisione (lo scontro in consiglio comunale è tra l'aliquota zero e il 2,9 per mille).
Secondo quanto emerso dai dati pubblicati dal Tesoro e rielaborati dalla Uil, l'aliquota media nelle città capoluogo di provincia sono è del 2,46%, molto vicina al limite massimo del 2,5 %.
STANGATA PER MOLTI. E alla luce delle proiezioni del sindacato, per una famiglia su due la Tasi dovrebbe essere più cara dell'Imu. Sicuramente per sette nuclei su 10, se hanno figli e case dal valore basso.
L'Anci si smarca e dà la colpa a governo e parlamento che hanno scelto di «non mantenere le detrazioni fisse».
Così, secondo Repubblica, l'Anci ha girato la palla alla politica romana, colpevole di aver tagliato ai sindaci «8,5 miliardi di euro tra il 2011 e il 2014, oltre ai 9 miliardi di vincoli imposti dal Patto di stabilità». Una sforbiciata che, secondo l'associazione dei Comuni, ha portato «una maggiore pressione fiscale, resasi obbligata».

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