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CRISI 10 Settembre Set 2014 1104 10 settembre 2014

Confcommercio: reddito delle famiglie come negli Anni 80

Nel 2014, ogni famiglia ha guadagnato 17.400 euro.

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Secondo la Confcommercio, per gli alimentari ci vorrebbero circa 13 anni per tornare ai livelli pre-crisi.

Il reddito disponibile delle famiglie italiane è tornato ai livelli di 30 anni fa. Lo ha calcolato la Confcommercio nella nota di aggiornamento del rapporto sui consumi. Nel 2014 il reddito è stato pari a 17.400 euro (come il 2013), mentre nel 1986 era pari a 17.200 euro.
Nel 2013 la spesa delle famiglie ha registrato una flessione del 2,5%, con una contrazione del 7,6% in otto anni. Sempre in questa fascia di tempo, il reddito disponibile reale pro capite è sceso del 13,1%, pari a un ammontare di 2.590 euro a testa. A pesare è in particolare la contrazione dei consumi per i beni, che sono fermi da oltre un ventennio.
BOOM DI SPESE. Le spese obbligate, vale a dire quelle che le famiglie devono sostenere per forza come casa, trasporti e sanità, hanno raggiunto il livello record del 41% del totale, contro il 32,3% del 1992.
Il reddito disponibile per beni e servizi commercializzabili, una volta escluse queste spese, è sceso così a 10.900 euro, da 14.300 del 1992.
«ESTENDERE GLI 80 EURO». «La ripresa è troppo fragile e incerta, quindi la parola d'ordine del governo deve essere crescita, per scongiurare l'ipotesi di una manovra correttiva e dare una mano tangibile alle famiglie», ha commentato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.
«Il bonus da 80 euro deve essere esteso anche agli indipendenti, finora esclusi ingiustamente», ha aggiunto Sangalli, dicendosi «convinto che Renzi ce la farà».
Il bonus e lo Sblocca Italia, ha poi concluso, «vanno nella giusta direzione ma hanno bisogno di urgenti impulsi. La priorità assoluta deve essere la riduzione delle tasse con un percorso graduale e sostenibile: solo così si potrà tornare a crescere».
GIÙ I PREZZI DI FRUTTA E VERDURA. E gli effetti della crisi si vedono anche con la deflazione, che ha portato il crollo del 12,2 per cento dei prezzi delle verdure e dell' 8,9 per cento della frutta. Scendono del 9,1 per cento anche le quotazioni dei cereali e del 3,7 per cento quelle dell'olio di oliva.
L'indice generale dei prezzi dei prodotti agricoli alla produzione nell'arco di tempo considerato è sceso in media del 4,8 per cento a causa della spirale recessiva alimentata dalla crisi che ha colpito duramente le imprese agricole che hanno dovuto affrontare anche un'estate flagellata dal maltempo. Secondo Coldiretti l'andamento dei prezzi riflette in generale una situazione difficile sul lato degli acquisti alimentari che sono tornati indietro di oltre 33 anni, ai livelli minimi del 1981, a causa della crisi.

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