FORMULA 1 10 Settembre Set 2014 0853 10 settembre 2014

Ferrari: Montezemolo lascia, Marchionne presidente

Cambio al vertice dopo le tensioni.

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Luca Cordero di Montezemolo lascia la presidenza della Ferrari. E Sergio Marchionne è pronto a raccoglierne l'eredità.
L'ufficialità del passaggio di mano, dopo i rumors che si rincorrevano da giorni, è arrivata attraverso un comunicato di Fiat Chrysler, che ha confermato le voci iniziate a circolare dopo che Montezemolo era stato scaricato pubblicamente a Cernobbio.
SILURATO DOPO 23 ANNI. Per il presidente uscente, alla guida della Ferrari dal 1991, l'addio ufficiale è stato calendarizzato per il 13 ottobre, a conclusione del festeggiamento dei 60 anni in America e in concomitanza con la quotazione di Fca a Wall Street.
«Montezemolo», si legge nella nota del Lingotto, «ha portato l'azienda a conseguire risultati molto importanti, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista sportivo. Una lunga storia di grandi successi alla Ferrari, dove Montezemolo ha raggiunto traguardi di assoluto rilievo, con un team di eccellenza mondiale». Secondo le prime indiscrezioni, il presidente si sarebbe accordato con l'azienda per una buonuscita dorata da circa 27 milioni di euro.

A comunicarlo l'azienda, con una nota in cui viene indicata una indennità di 13,71 milioni di euro, pagabile nell'arco di 20 anni più altri 13,25 milioni per l'impegno a non svolgere attività in concorrenza con il gruppo fino al marzo 2017.
Il Lingotto ha precisato in una nota che «Montezemolo percepirà l'indennità di fine mandato attribuitagli sin dal 2003 e già descritta nella Relazione sulla remunerazione pubblicata dalla Società (pari a cinque volte la componente fissa della remunerazione annua di 2.742.000 di euro e quindi in totale a 13.710.000 di euro, pagabile nell'arco di 20 anni)».
ESCLUSIVA DOPO L'ADDIO. A tale cifra si aggiunge «a fronte anche dell'impegno dell'avvocato Montezemolo di non svolgere attività in concorrenza con il Gruppo Fiat sino al marzo 2017» quella che Fiat ha definito come la «componente fissa e variabile della remunerazione dovuta sino a tale momento, che corrisponde alla originaria scadenza del mandato in Ferrari, complessivamente pari a 13.253.000 euro, da erogare entro il 31 gennaio 2015».
Montezemolo conserva in via temporanea il diritto di acquistare prodotti del Gruppo Fiat con alcune facilitazioni oltre che di usufruire di taluni servizi attinenti la sicurezza.
«SI È CHIUSO UN CICLO». «Nel mio programma professionale-familiare pensavo di andare via alla fine dell'anno prossimo», ha esordito in conferenza stampa lo stesso Montezemolo, «ma l'inizio di una fase nuova, con la quotazione a Wall Street dell'azionista, mi ha spinto a presentare le dimissioni». Poi, dopo aver ammesso «incomprensioni con Marchionne nel week end», ha spiegato: «Usciamo da un anno brutto, perché abbiamo trascurato l'importanza e le difficoltà di questo sistema di motore nuovo che non è tradizionale. Ci sarà un nuovo ciclo per la Formula 1, va riscritto. Ci sono le premesse per tornare presto a vincere».
«UN RINGRAZIAMENTO AI TIFOSI». E ancora: «Abbiamo passato momenti straordinari e difficili. Momenti anche in qualche momento drammatici. Ai tifosi il ringraziamento e il saluto, con la convinzione del massimo impegno a riportare la Ferrari al posto dove deve essere». Quindi, l'ormai ex numero uno del Cavallino non ha escluso un suo futuro alla guida della nuova Alitalia: «È una possibilità, ma fino a metà di ottobre sono concentratissimo qui. Poi ne parliamo».

Marchionne: «Ferrari è nata e morirà italiana»

Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne.

Da parte sua, Segio Marchionne ha voluto sottolineare come la Ferrari «è nata e morirà italiana. Se qualcosa venisse prodotto fuori da questo stabilimento sarebbe osceno, totalmente inconcepibile, se non nascesse qua non sarebbe più la Ferrari». «Non credo», ha aggiunto, «che questa sarà una grande stagione, mettiamoci l'anima in pace. Credo nella gestione sportiva di questa azienda, i successi arriveranno». E ancora: «Ci siamo incontrati con Mattiacci. C'è un lavoro in corso e c'è un cantiere aperto. C'è un problema di motore. C'è un grande lavoro che va avanti». In ogni caso, bisogna «dare credibilità alla Ferrari in pista, sono fissato. Bisogna tornare lì. Questo darebbe un sostegno al resto della Ferrari e va oltre ogni altro tipo di vettura che possiamo fare. Vincere in pista non è negoziabile. Bisogna ritornarci».
«GRANDI RISULTATI CON MONTEZEMOLO». Marchionne ha, quindi, concesso l'onore delle armi al presidente uscente. «Montezemolo ha portato la Ferrari a un livello tecnologico e organizzativo di eccellenza e ha ottenuto importanti risultati economici», ha sottolineato, «voglio ringraziare personalmente Luca per quanto ha fatto per la Fiat, per la Ferrari e per me».
«Del futuro della Ferrari io e Luca abbiamo discusso a lungo. Il nostro comune desiderio di vedere la Ferrari esprimere tutto il suo vero potenziale in pista ci ha portato ad alcune incomprensioni», ha spiegato, «che si sono manifestate pubblicamente nello scorso weekend».
IL PIANO DI MARCHIONNE. Lo scontro tra Marchionne e Montezemolo cela una divergenza sulla strategia per la Ferrari. Posizioni distanti, quelle dei due manager, sul ruolo della Rossa all'interno del gruppo. Montezemolo ha sempre interpretato la società come un'entità autonoma con proprie logiche, diversa da tutte le altre.
Marchionne, invece, la considera una delle società del gruppo e, con la Maserati, un tassello del brand del lusso che ha un ruolo centrale nella strategia di Fca in vista del debutto di Fca alla Borsa di New York. Ecco perché è probabile, accanto a Marchionne, la presenza di Harlad Wester, numero uno dell'Alfa Romeo e della Maserati

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