Economia 10 Settembre Set 2014 1729 10 settembre 2014

Perché Freccero ha tagliato la fiction

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Carlo Freccero è alla guida di Roma Fiction Festival da luglio 2014. Nel 2011 il Roma Fiction Fest costò circa 7 milioni di euro. Tanti, troppi. Non a caso nel 2013 la rassegna ha rischiato di scomparire, salvata in corner dall’impegno della giunta regionale del Lazio guidata da Nicola Zingaretti. L’edizione 2014 costa solo 1,6 milioni euro per volere del presidente della kermesse, Carlo Freccero, nominato a luglio. Ed è cruciale per decidere quale sarà, se ci sarà, futuro, visto che la Camera di Commercio - promotore dell’evento con la Regione Lazio, mentre gli organizzatori sono Associazione Produttori Televisivi (APT) e Sviluppo Lazio - ha parlato di ridurre o addirittura abolire i contributi alle attività culturali. PORTARE UNA STAR A ROMA COSTA IN MEDIA 50 MILA EURO Per questo, la prima operazione di Carlo Freccero alla guida dell’evento in programma all’Auditorium Parco della Musica dal 13 al 18 settembre, è stata tagliare il budget. Portandolo a circa 1,6 milioni, «Cottarelli sarebbe contento della nostra spending review», ha scherzato. Come ha fatto? Un radicale taglio degli ospiti stranieri. «Meno red carpet e più contenuti», ha spiegato. «Abbiamo rinunciato alle star, tutto qui» ha detto. Dovevano venire Shonda Rhimes, sceneggiatrice, regista e produttrice di Grey's Anatomy, insieme con la star della serie Ellen Pompeo, per esempio, ma Freccero ha sottolineato che hanno detto no ad almeno dieci personaggi famosi.« E se pensate che per portare un vip a Roma si spendono almeno cinquantamila euro, il calcolo è presto fatto» ha sottolineato. FESTIVAL FICTION E CINEMA DI ROMA DESTINATI A FONDERSI, Il budget, del resto, è un problema anche nella produzione. «Oggi non ci sono i soldi che c’erano un tempo, diciamo vent’anni fa», ha osservato Freccero. Ed è per questo che per Freccero il futuro del Festival della Fiction è nell’unione con quello del Cinema, che si tiene nello stesso auditorium, a ottobre. E ugualmente non naviga in buone acque. Il Cda della fondazione del Festival, voluto all’epoca da Veltroni diretto da Marco Muller, a luglio ha tagliato il budget di 600mila euro, soldi che dovevano arrivare dalle sponsorizzazioni e invece non ci saranno. Il main sponsor, la Bnl, aveva ipotizzato di diminuire il contributo da 1,5 a 1,1 milioni. E il Mibac non ha ancora quantificato l’entità del suo sostegno.

Il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. Per la regione ogni euro in vestito in produzioni cinematografiche ne produce 3,25 in indotto. PER LA REGIONE LAZIO OGNI EURO IN PRODUZIONI NE GENERA 3,25 IN INDOTTO Una situazione che porta anche Zingaretti a concordare sull’opportunità di accorpare i due eventi, «studiare un unico soggetto promotore e unire le forze per razionalizzare la spesa e ottimizzare il risultato». La produzione televisiva e cinematografica del resto è uno dei main assets dell’economia regionale: per ogni euro speso, ha calcolato il governatore, se ne ricavano 3,25 di indotto in termine di produzione lavoro, di fatturato, di fiscalità. E in media per un prodotto seriale il costo a puntata è di 1,2 milioni di euro, con una qualità di tipo cinematografico. «Ci sono oltre quattromila aziende, ventimila addetti, un indotto economico incredibile. È uno di quei settori in cui possiamo dire siamo tra i primi, forse i primi in Italia. E oggi che nel Pil vengono contate le attività illegali, io dico che invece vogliamo produrre Pil con la cultura che è legale». E per spingere il lavoro di 4 mila imprese e circa 20 mila addetti che ruotano intorno al settore, l'edizione 2014 prevede sette giorni di proiezioni (dal 13 al 19 settembre all'Auditorium Parco della Musica), 44 anteprime internazionali, 6 italiane, 21 Paesi rappresentati e un totale di 7.265 minuti di proiezione complessivi.

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