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ANALISI 11 Settembre Set 2014 0733 11 settembre 2014

Apple, cinque grane per Tim Cook

Prezzi elevati. Bug in iCloud. Problema di privacy. Le sfide di Cupertino.

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È sempre la stessa storia.
Ogni annuncio Apple si trasforma in un evento mediatico già prima del suo inizio.
E poco importa quali novità possano arrivare: la presentazione, corredata da un mega evento, è già una notizia.
Il motivo? La capacità dell'azienda di Cupertino di far parlare di sé anche da assente, di creare aspettative (spesso più grandi della realtà) e di assecondare indirettamente rumor che non fanno altro che ingigantire l'attesa.
È stato così anche il 9 settembre, quando la società fondata da Steve Jobs è tornata sul palco per presentare i suoi nuovi 'gioielli': la versione dell'iPhone 6 e 6 plus, il nuovo sistema di pagamento mobile Apple Pay e l’Apple watch, il primo orologio smart dell'azienda.
UN BUSINESS RIVOLUZIONATO. Le nuove creazioni sono diventate un test per valutare la tenuta dell’azienda e il lavoro svolto da Tim Cook a tre anni dalla scomparsa di Steve Jobs.
Finora parte del successo finanziario della Mela era derivato da una lista ridotta di dispositivi, capaci però di conquistare larghissime fette di mercato.
Cook ha modificato questa strategia, introducendo varianti di iPad (iPad Mini) e di iPhone (iPhone 5C) che servivano come alternative meno costose.
Nonostante si siano aggiunti nuovi costi di produzione, l'amministratore delegato è stato in grado di mantenere lo stesso margini di profitto incredibilmente alti.
Sul fronte delle acquisizioni societarie, mentre durante l'era Jobs queste si concentravano su poche aziende di piccole dimensioni, con l'avvento di Cook sono state comprate già 23 aziende, tra cui il gigante Beats Electronics, pagato 3 miliardi di dollari.
LA SFIDA DI TIM COOK. In generale, però, Cupertino è cresciuta grazie alla forza innovativa dei suoi hardware. L'iPod, l’iPad e, in particolare, l'iPhone - che da solo è stato responsabile di più della metà delle entrate di Apple negli ultimi trimestri - sono tutti fonte di enorme guadagno.
Ma nessuno di questi prodotti è nato dalla mente di Cook.
Ora, grazie soprattutto al nuovo Apple Watch, ha l'occasione per dimostrare che l'azienda è capace di innovare anche senza il suo fondatore.
Per continuare a convincere pubblico e mercati, però, è chiamato a sciogliere cinque nodi. Una sfida oggi più che mai cruciale.

1. Prezzi troppo elevati: la concorrenza è più economica

Cupertino: Tim Cook durante la presentazione dell'iPhone 6 (GettyImages).

Prima era tutto più semplice. Steve Jobs saliva su un palco e spiegava al pubblico quello che avrebbe dovuto desiderare. Scegliere non aveva senso: esisteva un solo telefono, l’iPhone, un solo tablet, l’iPad, e un solo modo per ascoltare la musica, l’iPod.
Persino le opzioni di personalizzazione di tutta la linea Mac erano ridotte all’osso.
COMINCIATA LA DIVERSIFICAZIONE. Ora invece le cose sembrano cambiate. Apple ha iniziato ad ascoltare il mercato e guardare a quello che fanno i principali rivali. Con i prezzi così elevati c'era la necessità almeno di diversificare le offerte, come dimostra anche il nuovo iPhone 6 Plus con schermo più grande.
Il segmento dei phablet, infatti, è già stato riempito da tempo da Samsung e a prezzi più abbordabili: ora anche per gli adepti di Cupertino deve esserci una valida alternativa alla concorrenza.
SERVE UNA FETTA DI MERCATO NUOVA. A questo si aggiunge anche il fatto che dall’Asia è già arrivata una nuova ondata di aziende - da Huawei fino a Xiaomi- che realizzano prodotti competitvi che costano un terzo di meno (se non addirittura di più) rispetto a quelli della Mela.
Così ora Cupertino è a un bivio: continuare ad acconterare la sua élite di fedelissimi o provare a guadagnare qualche fetta di mercato in più, spostando l'asticella dei prezzi verso il basso?

2. Il portafogli elettronico: sicurezza in dubbio

Il nuovo modello Watch della Apple (GettyImages).

Nella partita dei mobile payment Apple è entrata per ultima. Tutti i principali produttori di dispositivi e gli operatori telefonici hanno già lanciato il proprio sistema di pagamento in mobilità e stretto accordi con esercenti e istituti di credito.
AZIENDA IN RITARDO. Cupertino, invece, ha aspettato che i tempi per la tecnologia Nfc (Near field communication) fossero maturi e per questo adesso deve essere in grado di assicurare i più alti standard di sicurezza rispetto ai suoi competitor.
Di sicuro la possibilità di inserire anche le impronte digitali del proprietario come step obbligato dovrebbe permettere un maggiore controllo sul dispositivo, ma resta il nodo delle carte di credito.
LA PROTEZIONE DEI DATI SENSIBILI IN UN CHIP? In teoria possono essere registrate tutte sull’applicazione Passbook: basta digitare sul telefono numeri e codice di tre cifre della carta o semplicemente fotografarli.
Il problema è il come e il dove vengono conservati questi dati. Apple ha fatto sapere che verranno criptati e immagazzinati dentro a un chip dedicato, ma se dovessero invece essere trasferiti su iCloud potrebbero essere facilmente intercettati, come dimostra il recente episodio delle foto hard di attrici famose hackerate.

3. iCloud: il baco che allarma gli utenti

I gadget Apple presentati a Cupertino (GettyImages).

Il furto di foto private di alcune attrici di Hollywood dai propri account iCloud ha messo in allarme tutti gli utenti Apple.
Gli interventi dello stesso Tim Cook sulla stampa di tutto il mondo non hanno chiarito del tutto i dubbi sulla gestione del server virtuale.
PROMESSI NUOVI STRUMENTI DI DIFESA. In realtà l'azienda ha dichiarato di voler provvedere a rafforzare i sistemi di sicurezza e di allarme il più presto possibile. Adesso gli utenti di iCloud ricevono una email se qualcuno tenta di cambiare la password o di collegarsi per la prima volta da un nuovo dispositivo. Ma si tratta sempre di una sicurezza di primo livello che non basta a garantire una protezione da hacker esperti.
Cook ha dichiarato che Apple incrementerà l’uso di un sistema di autenticazione forte su due livelli prima di poter effettuare il login.
Di sicuro ora gli utenti si aspettano qualche altra mossa concreta nel più breve tempo possibile.

4. Le App sulla salute: dati sensibili degli utenti a rischio

I modelli Watch della Apple (GettyImages).

Apple, con i suoi nuovi dispositivi, sta cercando di entrare nel campo salute i-tech e online.
Da una parte c’è il nuovo smartwatch, che nasce con una vocazione sportiva e 'medica' grazie alle diverse app legate all’attività fisica e al controllo delle funzioni vitali.
Dall’altra c’è il rinnovato sistema operativo mobile, iOS 8, che includerà a sua volta un’applicazione, iSalute, che permette di rilevare e archiviare informazioni come la frequenza cardiaca, le calorie bruciate, la glicemia e il colestero, oltre a risultati di laboratorio e farmaci.
INFORMAZIONI CHE FANNO GOLA A MOLTI. Inoltre Apple sta mettendo a punto HealthKit, un sistema che permette di interagire con tutte le varie applicazioni e di connettersi con i medici e gli altri operatori sanitari.
C’è però un problema: l'azienda non ha ancora reso noto come intende trattare e proteggere tutte le informazioni sulla salute dei suoi utenti. Si tratta terreno scivoloso, visto che molte delle applicazioni sul mercato oggi fanno soldi proprio vendendo i dati sensibili degli utenti a società di marketing e altre realtà esterne.

5. La fiducia dei mercati finanziari: il titolo è ad alta volatilità

I nuovi modelli iPhone 6 (GettyImages).

I nuovi prodotti lanciati da Cupertino devono continuare a convincere i clienti già fidelizzati. E magari, se possibile, provare ad attrarne di nuovi.
Ma gli utenti da soli non bastano: per l’equilibrio di una società come Apple serve anche l’approvazione dei mercati finanziari e le azioni della Mela non sono mai state così volatili come ora.
Il titolo dell’azienda fondata da Steve Jobs è uno di quelli a più alta capitalizzazione della storia borsistica ma, al tempo stesso, è sempre più soggetto a improvvise vendite che, quasi sempre, sono legate in un modo o nell’altro all'arrivo dei nuovi prodotti con attese che non sempre sono ripagate.
Lo dimostra anche quello che è successo il 9 settembre.
SALISCENDI IN BORSA. Dopo un balzo che l'aveva portata a guadagnare il 4%, dopo la presentazione dell’iPhone 6 e dello smartwatch Apple ha concluso piatta al Nasdaq. Le azioni avevano sfondato quota 100 dollari (arrivando a 102 per le precisione) toccando i massimi nel momento in cui Tim Cook aveva alzato il velo sul sistema di pagamento Apple Pay e sull'Apple Watch, per poi piombare addirittura in territorio negativo e chiudere in rosso a 97,99 dollari (-0,38%).
In realtà non si tratta di una novità: di solito le presentazioni di Cupertino vengono precedute da rialzi e seguite da correzioni.
Lo dimostra il fatto che nelle ultime settimane le azioni di Apple avevano toccato i nuovi massimi storici a 103,74 dollari, per poi registrare una brusca inversione di tendenza nelle ultime sedute.
A questo si aggiunge il brusco calo arrivato dopo la violazione di iCloud, tanto che nel giorno in cui è stata resa nota la notizia il titolo e sceso del 4,22%.

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