Economia 12 Settembre Set 2014 1210 12 settembre 2014

Deflazione: è l'Italia del 1959, ma senza Pil

  • ...

La produzione industriale a luglio è tornata a scendere. Secondo Istat la crescita è piatta nei primi sette mesi 2014. Se ci fosse stata ancora bisogno di una conferma è arrivata: l'Italia è in deflazione conclamata. Lo sancisce senza alcun dubbio l'Istat, che ha registrato per agosto un indice dei prezzi in calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (era +0,1% a luglio). Il Paese è così entrato in deflazione per la prima volta dopo oltre 50 anni, cioè dal settembre del 1959, quando però l'economia cresceva a un ritmo del 7% all'anno. Adesso è tutto diverso. La prova sono i dati sulla produzione industriale che, sempre secondo Istat, è tornata a scendere, segnando a luglio cali decisi sia su base mensile sia annua: risulta in diminuzione dell'1,0% su giugno, quando era stato registrato un rialzo, e dell'1,8% nel confronto annuo. E il debito pubblico continua a salire. PRODUZIONE INDUSTRIALE PIATTA NEI PRIMI SETTE MESI DEL 2014 È il ribasso annuo più marcato da settembre 2013, ovvero da 10 mesi. Ma non basta. L'indice destagionalizzato della produzione industriale a luglio è tornato indietro di oltre cinque anni, toccando il livello più basso dall'aprile del 2009. Il bilancio dei primi sette mesi dell'anno segna una crescita 'zero' per la produzione industriale. Secondo l'Istat, infatti, in media nel periodo che va da gennaio a luglio del 2014, rispetto allo stesso arco temporale del 2013, l'attività è rimasta invariata, ovvero piatta QUINDICI CITTÀ IN DEFLAZIONE, COMSUMI BLOCCATI Insomma, gli italiani non consumano più. E sono salite a quindici le grandi città in deflazione secondo l'Istat. Registrano, infatti, prezzi in calo su base annua: Potenza, Reggio Emilia e Padova (-0,1%); Roma, Perugia, Bologna e Genova (-0,2%); Bari, Trieste, Firenze e Milano (-0,3%); Livorno (-0,5%); Torino (-0,6%); Verona (-0,7%); e Venezia (-0,8%). Questo dato va di pari passo con lo scivolone della produzione industriale. Tengono solo il settore dei mezzi di trasporto, che chiude in positivo (+2,9%), i comparti della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica-ottica (+4,8%), della produzione di prodotti farmaceutici (+3,0%) e dell'industria alimentare (+2,3%). Invece forti cali si registrano per le apparecchiature elettriche e per uso domestico non elettriche (-13,9%), nonché per la fabbricazione di coke-prodotti e petroliferi raffinati (-10,1%). Flessioni significative riguardano anche i comparti del tessile (-5,9%), dei macchinari (-2,8%) e della metallurgia (-2,1%).

Articoli Correlati

Potresti esserti perso