Economia 12 Settembre Set 2014 1400 12 settembre 2014

Draghi: «Senza riforme la Bce è inutile»

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La sede della Banca centrale europea. Mario Draghi ha bacchettato l'Italia via Bollettino Bce con parole semplici: nel terzo trimestre la crescita dell'eurozona, secondo gli indicatori disponibili fino ad agosto, perderà slancio e l'espansione proseguirà ad un ritmo modesto. Lo si legge nel bollettino mensile della Bce, secondo cui sulla ripresa continuerà a pesare, fra l'altro, un elevato tasso di disoccupazione. «Nel caso di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione, il consiglio direttivo della Bce è unanime per quanto riguarda l'utilizzo entro il proprio mandato di ulteriori strumenti non convenzionali per affrontare i rischi». Secondo la Bce, I rischi per le prospettive economiche dell'eurozona continuano ad essere orientati al ribasso e il rallentamento della crescita potrebbe frenare gli investimenti privati e rischi geopolitici più accentuati potrebbero avere un ulteriore impatto negativo sulla fiducia di imprese e famiglie. CONSIGLIO PER L'ITALIA: CONSOLIDAMENTO DEL BILANCIO E sull'Italia il Bolletino è categorico: «Restano rischi sulle possibilità del governo italiano di centrare l'obiettivo di un deficit di bilancio pari al 2,6% del Pil nel 2014, soprattutto dopo che il quadro economico è risultato peggiore del previsto». La soluzione? Seconso la Bce è solo una: un ulteriore consolidamento del bilancio per essere in linea con il Patto di Stabilità. E se il BOllettino non lasciato spazio a dubbi, le parole di Drgahi sono state la chiosa finale. Il presidente della Bce ha spiegato la sua ricetta anti-recessione al think tank Eurofi di Milano l'11 settembre 2014. Al convegno rivolto alla comunità finanziaria che si tiene prima di ogni informale Ecofin il governatore ha detto: «Il calo degli investimenti nella zona euro dal 2008 è stato molto più severo di altri cicli, e non vedremo una ripresa sostenibile finché non cambierà». Insomma «un aumento degli investimenti è essenziale per riportare l'inflazione su, combattere la disoccupazione, rilanciare l'economia». Quindi il monito: «Non c'è nessuno stimolo monetario, e di fatto nessuno stimolo fiscale che tenga se non affiancato dalle giuste politiche strutturali: politiche atte a promuovere la crescita potenziale e a infondere fiducia».

Il ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan. PADOAN: «OBIETTIVO 2,6% È COMPATIBILE CON QUADRO MACROECONOMICO DIVERSO» La risposta di del ministro dell'economia Pier Carlo Padoan si è fatta attendere 24 ore. E prima di entrara alla riunione dell'Eurogruppo il 12 settembre 2014 ha detto: «Il target del deficit al 2,6% era un obiettivo compatibile con un quadro macroeconomico diverso, e comunque rispetteremo i vincoli». E ha rassicurato: «L'Italia conta di rispettare il deficit previsto al 2,6%». DRAGHI CATEGORICO: «SENZA RIFORME LA BCE NON SERVE A NIENTE» Nonostanete le rassicurazioni di Padoan, Mario Daghi al termine della riunione dell'eurogruppo del 12 settembre ha ribadito il concetto: «Per far sì che tornino gli investimenti serve fare riforme strutturali più ambiziose. I paesi dovranno affrontare le raccomandazioni specifiche in maniera determinata». Per il presidente della Bce, non si devono dimenticare i profondi squilibri economici del passato, e i progressi fatti sul fronte del consolidamento non devono essere guastati. «Bisogna rispettare il Patto di stabilità e crescita che è un'ancora di fiducia» ha detto Draghi. L'EUROGRUPPO HA RIBADITO IMPEGNO SU TASSE E LAVORO L'Eurogruppo ha ribadito l'impegno «per ridurre in maniera effettiva il carico fiscale sul lavoro». Si tratta di una chiara priorità politica e nel corso dell'incontro del 12 settembre sono stati definiti dei principi comuni su come raggiungere l'obiettivo. L'Eurogruppo ha concordato sull'importanza di avere: «Un disegno delle riforme, un modo di finanziarle accompagnando la riduzione del carico fiscale sul lavoro o con una riduzione compensativa sulla spesa (non produttiva), oppure spostando le tasse sul lavoro verso tasse di minor impatto sulla crescita».

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