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DATI 12 Settembre Set 2014 1300 12 settembre 2014

Economia, Italia non decolla

Deflazione, industria, debito record. I mali dell'economia.

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Giornata nera per l'economia italiana che, nonostante gli sforzi del governo, è stata colpita e affondata da dati che indicano una crisi senza fine e su più fronti.
Dalla conferma del ritorno in deflazione dopo oltre mezzo secolo alla produzione industriale che ha compiuto un passo indietro lungo un lustro.
E nel giorno in cui il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il premier Matteo Renzi hanno provato a dissipare i dubbi della Banca centrale europea garantendo che l'Italia è in grado di rispettare i vincoli sul deficit, il debito pubblico ha toccato un nuovo record assoluto salendo a quota 2.168,6 miliardi.

1. Deflazione certificata: 15 grandi città

Italia in deflazione per la prima volta dopo 55 anni.

Prima era una stima, ora è una certezza. L'Italia è in deflazione per la prima volta dopo oltre 50 anni, cioè dal settembre del 1959, quando però l'economia era in crescita.
I dati Istat hanno registrato per agosto un indice dei prezzi in calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2013 (era +0,1% a luglio).
Sono salite a 15 le grandi città in deflazione, con il costo dei prodotti in calo su base annua a Potenza, Reggio Emilia e Padova (-0,1%); Roma, Perugia, Bologna e Genova (-0,2%); Bari, Trieste, Firenze e Milano (-0,3%); Livorno (-0,5%); Torino (-0,6%); Verona (-0,7%); e Venezia (-0,8%).

2. Industria indietro di cinque anni

La produzione industriale è tornata sui livelli del 2009 (©ImagoEconomica).

Salto nel passato anche per la produzione industriale, che è tornata sui dati del 2009. L'Istat ha pubblicato l'indice destagionalizzato, che a luglio ha segnato cali decisi sia su base mensile sia annua: risultando in diminuzione dell'1% su giugno, quando era stato registrato un rialzo, e dell'1,8% nel confronto annuo (corretto per il calendario).
Dati che hanno superato le peggiori stime degli analisti, che avevano previsto un indice piatto o poco sotto lo zero (ad esempio il consensus dell'agenzia Bloomberg indicava una flessione mensile dello 0,2%).
Guardando ai macro-settori, a luglio l'indice destagionalizzato presenta tutte variazioni congiunturali negative: diminuiscono i beni di consumo (-2,4%), quelli strumentali (-2,1%) e, anche se in misura più lieve, l'energia (-0,8%) e i beni intermedi (-0,6%).

3. Debito pubblico, nuovo record

La sede della Banca d'Italia.

A luglio il debito delle amministrazioni pubbliche italiane è rimasto ai livelli record di 2.168,6 miliardi di euro, 0,2 miliardi in più rispetto al precedente massimo di giugno.
È quanto risulta dal bollettino 'Finanza pubblica, fabbisogno e debito' della Banca d'Italia.
Nei primi sette mesi dell'anno, si legge ancora nel bollettino della Banca d'Italia, il debito pubblico è aumentato di 99,2 miliardi, riflettendo il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (32,7 miliardi) e l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (72,1 miliardi).
Nel complesso, l'emissione di titoli sopra la pari, l'apprezzamento dell'euro e gli effetti della rivalutazione dei Btpi hanno contenuto l'incremento del debito per 5,6 miliardi. Sul fabbisogno dei primi sette mesi ha inciso per 4,5 miliardi (8,7 miliardi nel corrispondente periodo del 2013) il sostegno finanziario ai Paesi dell'area dell'euro.
Nel complesso, la quota di competenza italiana del sostegno finanziario ai Paesi dell'area era pari alla fine del luglio 2014 a 60,1 miliardi.

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