Economia 12 Settembre Set 2014 1128 12 settembre 2014

Mutui: perché il fisso oggi è una buona idea

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Mario Draghi ha portato i tassi del'Eurozona ai minimi da quando è stata introdotta la moneta unica. Un rata che non cresce mai, fino alla fine del piano di rimborso. È il maggior punto di forza dei mutui a tasso fisso che ora, con la discesa del costo del denaro in Europa al minimo storico dello 0,05%, tornano ad allettare molte famiglie italiane in procinto di comprar casa. Il ragionamento di chi preferisce questi finanziamenti, snobbando quelli a a interessi variabili, non fa una piega: visto che i tassi non scenderanno mai al di sotto dei livelli attuali, meglio allora cogliere la palla al balzo e fissare per sempre la rata, dormendo sonni tranquilli per i prossimi 20 o 30 anni, anche se il costo del denaro tornerà alle stelle. Ma è davvero la scelta giusta? La risposta dipende da diversi fattori, a cominciare dall'ammontare del debito e dalla durata del piano di rimborso prescelto. Economiaweb.it ha sintetizzato pro e contro della scelta di un mutua a tasso fisso adesso, selezionando anche i migliori prodotti presenti sul mercato. 1. CONTRO: IL COSTO. LA TRANQUILLITÀ SI PAGA IN MEDIA 100 EURO IN PIÙ AL MESE Innanzitutto, va ricordato che i finanziamenti a interessi costanti, essendo meno rischiosi di quelli a tasso variabile, costano un po' di più. La media è di 100 euro al mese che va moltiplicata per il numero di anni scelti come scadenza del mutuo. Questo è il prezzo che si paga per non correre il rischio di un rialzo dei tassi e di un consegente rialzo della rata che si corre, invece, con il variabile. Quanto si paga su un finanziamento da 100 mila euro da rimborsare in 25 anni Esempio: per un prestito da 100mila euro da rimborsare in 25 anni, chi opta il tasso fisso e sceglie i migliori prodotti sul mercato paga oggi una rata compresa tra 520 e 570 euro. Per i finanziamenti a interessi variabili con gli stessi importi e durate, invece, la cifra da sborsare ogni mese è compresa tra 430 e 450 euro. La differenza è dunque nell'ordine di 90-120 euro ogni 30 giorni, che garantiscono un risparmio di ben 1.000-1.400 euro all'anno .

I mutui a tasso variabile hanno un costo medio del 2,5% mentre il tasso fisso parte dal 4,2%. 2. CONTRO: LA DURATA. IL TASSO FISSO È LONTANO DAL VARIABILE QUASI IL 3% Cosa accadrà, però, se i tassi d'interesse torneranno a salire? E' una domanda a cui nessuno è in grado di rispondere con esattezza, non avendo la sfera di cristallo, benché la Banca Centrale Europea  abbia fatto intendere chiaramente che il costo del denaro rimarrà basso per un bel po' di tempo. Ma i mutui, si sa, hanno una durata molto lunga e le valutazioni sulla convenienza di un prodotto vanno fatte sempre guardando lontano. Il finanziamento casa è una scelta di lungo periodo: minimo 10 anni Dunque, per stabilire se conviene o meno il tasso fisso, è bene ipotizzare i possibili scenari nei decenni a venire. Oggi, i migliori finanziamenti a interessi variabili hanno un costo (sintetizzato dal taeg-tasso annuo effettivo globale) del 2,5%. Quelli a tasso fisso, invece, partono dal 4,2-4,5% annuo. Prima che i mutui variabili diventino più costosi dei prestiti  a interessi costanti, dunque, i tassi si mercato devono fare una risalita dell'2-3% dai livelli attuali. Quando accadrà? La risposta rimane appunto un mistero, ma si possono fare delle ipotesi e, su questa base, prendere poi delle decisioni. 3. PRO: LA DINAMICA DI RIALZO DEI TASSI. COME SCEGLIERE TRA FISSO E VARIABILE CONFRONTANDO RATA E DURATA Se si guarda al costo, la scelta logica è quella del variabile. Ma nella selezione di un mutuo sono anche altri i fattori da tenere in cosiderazione. Il primo fra tutti è la durata. Non si deve dimenticare, infatti, che a rigor di logica le manovre sui tassi sul lungo periodo possono essere quasi esclusivamente al rialzo. Secondo le simulazioni fatte da Economiawwb.it, la scelta dipende molto dalla dinamica di rialzo dei tassi. Ecco due esempi concreti. La simulazione su un mutuo di 100 mila euro scadenza 25 anni e rialzo tassi fino al 5% Prendiamo il caso di un finanziamento con importo di 100 mila euro e scadenza a 25 anni. Se i tassi rimarranno attorno ai livelli attuali per molto tempo, per esempio fino al 2024, chi sceglie oggi i mutui a interessi variabili avrà fatto sicuramente una scommessa vincente. In un decennio, grazie alle rate più basse,  il debitore avrà infatti risparmiato nel complesso fino a 10 mila-14mila euro di interessi, rispetto a chi ha optato per il tasso fisso. Anche se il costo del denaro fra dieci anni supererà i 4-5 punti percentuali, la rata del mutuo variabile non subirà una grande impennata, visto che buona parte del capitale è già stata rimborsata. Nel 2024, sempre nel caso sopra esaminato, il debito ancora da estinguere sarà infatti di almeno 66 mila euro con una durata residua di 15 anni. Dunque, anche nell'ipotesi che i tassi schizzassero fino al 5% fra dieci anni, la rata del mutuo variabile crescerebbe a 520 euro circa: una cifra comunque più bassa di quella pagata già oggi da chi sceglie un finanziamento a tasso fisso di uguale importo e scadenza. Il discorso è diverso, invece, se l'impennata del costo del denaro avverrà molto prima, per esempio tra 5 anni . In questo caso, la convenienza del variabile è un po' più discutibile. Per il mutuo da 100mila euro con scadenza a 25 anni, per esempio, chi si indebita oggi dovrà ancora restituire,  nel 2019, un capitale di almeno 84 mila euro. Se, per ipotesi, fra 5 anni i tassi dei mutui variabili schizzassero al 5%, il debitore  vedrebbe la rata salire fin sopra i 550 euro: una cifra uguale o superiore a quella pagata, fino alla scadenza del piano di rimborso, da chi ha scelto invece il tasso fisso.

Le offerte migliori per i mutui si trovano facilmente online sui siti che confrontano i prodotti bancari. 4. PRO: L'EURIBOR PIÙ BASSO DI SEMPRE. COME SCEGLIERE LE MIGLIORI OFFERTE  L'ultimo scenario appena descritto  appare al momento improbabile ma non va affatto scarto a priori. Affinché si verifichi questa ipotesi, infatti, basta appunto che l'Euribor (il saggio sui prestiti interbancari, a cui sono agganciati i finanziamenti a tasso variabile) salga di tre punti, passando dallo 0,1-0,2% di oggi fino a oltre il 3%. In tal caso, considerando anche lo spread (cioè la quota di interessi aggiuntivi richiesta dalle banche sui mutui, che oggi supera il 2%), il costo totale del finanziamento a tasso variabile supererebbe proprio la temuta soglia dei 5 punti percentuali. E allora, per chi vuole dormire sonni tranquilli e non ce la fa a sopportare il rischio di una impennata dei tassi, è bene indirizzarsi fin da subito sui mutui a tasso fisso, pur sapendo che la serenità ha un prezzo. Per  trovare i migliori finanziamenti di questa categoria, può essere utile aiutarsi con i siti web come MutuiOnline, Mutui.it e MutuiSupermarket, cioè i broker che permettono di confrontare su internet le offerte delle maggiori banche. Mps, Cariparma e Webank hanno la rata più bassa Per un debito da 100mila euro con scadenza a 25 anni, per esempio, il prestito a tasso fisso più conveniente è in questo momento il Mutuo Benvenuto di Banca Mps (rata di 520 euro e taeg del 4,19%). Seguono il Gran Mutuo Casa Semplice di Cariparma (rata a regime di 549,86 euro e taeg del 4,4%) e il Mutuo Fisso di Webank (rata di 552,73 euro e taeg del 4,56%).

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