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PROTESTA 13 Settembre Set 2014 0815 13 settembre 2014

Blocco stipendi, Silvio Berlusconi convoca le forze dell'ordine

Riunione a Palazzo Grazioli il 17/9.

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Il leader di Forza Italia ed ex premier Silvio Berlusconi.

In attesa che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi trovi una soluzione per eliminare i tetti stipendiali di agenti e militari e fissi l'incontro che aveva promesso, Silvio Berlusconi entra nella partita.
Secondo quanto raccontato il 13 settembre dal Corriere della Sera, il leader di Forza Italia ha fissato per il 17 settembre (ore 16) una convocazione «presso il parlamentino di Palazzo Grazioli».
Come sottolineato nella lettera tramessa il 12 settembre ai sindacati, si tratta di un incontro (organizzato da Maurizio Gasparri e Paolo Romani) «per intervenire nei confronti del governo con una presa di posizione decisa». È una mossa inaspettata che spiazza Palazzo Chigi.
IN CERCA DI CONSENSO? La procedura sembra quella utilizzata quando a guidare l'esecutivo era proprio l'ex Cavaliere: un'«apertura» forte che mira anche a ottenere consenso. E arriva mentre i tecnici del ministero della Difesa e dell'Interno si affannano per trovare le 'coperture' finanziarie necessarie a sbloccare gli stipendi entro la fine del 2014 e così consentire di ottenere l'adeguamento per il 2015.

Settembre caldo: sindacati pronti alla mobilitazione

Roma: la facciata di Palazzo Chigi.

In realtà i soldi per il 2014 sono già stati accantonati e una parte sono a disposizione anche per 2015.
Rimangono però alcune 'voci' scoperte e il rischio forte è che non si riesca a far quadrare i conti entro il 23 settembre, quando cominceranno le mobilitazioni.
Per quella data alcuni sindacati di polizia (primo fra tutti il Sap) hanno indetto «l'astensione dal lavoro per tre ore».
APPELLI IN RETE. Il giorno successivo sono in programma manifestazioni accanto ad alcuni 'gruppi' che attraverso i social network hanno deciso di schierarsi dietro lo slogan «sblocchiamo i nostri stipendi».
Alcuni rappresentanti dei Cocer (la rappresentanza militare) hanno deciso di schierarsi «a titolo personale», ma questo non attenua la portata della protesta.
A MUSO DURO CONTRO I MINISTRI. Una mobilitazione eclatante e senza precedenti, soprattutto tenendo conto che è stata annunciata chiedendo anche le dimissioni dei ministri competenti il giorno dopo le dichiarazioni della responsabile del dicastero Pubblica amministrazione, Marianna Madia, per annunciare l'estensione del blocco degli stipendi in vigore dal 2010 anche per il 2015 nonostante l'impegno preso nel luglio scorso di ripristinare gli aumenti sulla base delle promozioni ottenute.

Tissone (Silp Cgil): «Attendiamo la convocazione di Renzi»

Marianna Madia.

Daniele Tissone, segretario della Silp Cgil, è chiaro: «Attendiamo la convocazione del presidente del Consiglio, se questa non ci sarà vedremo le iniziative da mettere in campo. Ad oggi a noi interessa sottolineare il valore della nostra vertenza sindacale, rifiutando le strumentalizzazioni politiche che si vogliono fare sulla pelle dei poliziotti».
Gianni Tonelli del Sap ha una linea più dura: «Siamo a Montecitorio da oltre un mese e centinaia di cittadini hanno già firmato la nostra petizione per ridurre il numero di forze dell'ordine e per riformare l'apparato della sicurezza italiano».
UN BLOCCO SBAGLIATO. Il Cocer della guardia di finanza guidato dal generale Bruno Bartoloni è stato ricevuto dal sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta e ha ribadito come «la specifica dinamica di funzionamento delle amministrazioni di polizia, militari e dei vigili dei fuoco, è inconciliabile con il blocco del tetto salariale poiché fissa per ciascun dipendente come limite massimo di retribuzione quello percepito nel 2010, senza tenere conto delle progressioni di carriera, delle maggiori mansioni svolte o della maggiore quantità di lavoro prestato».

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