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OCCUPAZIONE 13 Settembre Set 2014 2002 13 settembre 2014

Camusso: «Il governo dia risorse al lavoro»

«E alzi il tono con l'Ue, perché con queste regole è impossibile».

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Susanna Camusso, leader della Cgil.

Cambiare verso sì, ma sul lavoro. La proposta è del segretario geneale della Cgil, Susanna Camusso che si è rivolta al governo chiedendo di voltare pagina: «Do un suggerimento al governo: dica al Paese che è cambiata la stagione e sul lavoro si mettono le risorse e non si tolgono». La sindacalista ha chiesto di «smettere di discutere su come togliere il lavoro e cominciare a dire come lo creiamo».
LA PRECARIETÀ HA FALLITO. «A governo e imprese dico: rendiamoci conto che le ricette di questi anni sono fallite, la ricetta della precarietà è fallita». E ha domandato ancora di «cominciare a pensare a come dare un lavoro dignitoso alle persone». «Se non investiamo sulla qualità del lavoro, ha detto, «questo Paese non ce la farà».
«Il governo del cambiamento dovrebbe cominciare a dire che con quelle regole non ce la si fa: le condizioni sono cambiate per tutti, in Italia e nel resto d'Europa». «Credo che il tono debba alzarsi un po', se l'unico risultato della discussione di questo periodo è stato ridurre il costo del lavoro e non dare risposte ai tanti disoccupati», ha detto, «Bisogna costruire un'altra Europa. Va bene meno costo del lavoro, ma quando gli investimenti?».
RITORNO IN PIAZZA. «Abbiamo in programma di tornare nelle piazze italiane: ci torneremo a Roma, nei territori, con i lavoratori delle grandi vertenze. Tante iniziative non perché ci sia divisione, ma per il bisogno di far esprimere tutte le situazioni, di ricostruire tutta una rete di solidarietà». E proprio dal palco della festa Cgil di Roma, la sindacalista ha spiegato che «nessuno ci risolve il problema, il mondo del lavoro i problemi è sempre riuscito a risolverli da se, con la capacità di mobilitazione».
CI VUOLE PIÙ CORAGGIO. «Noi siamo per il cambiamento, ma per immaginare un futuro bisogna parlare di lavoro», ha detto Camusso. «Se si vuole dare a questo Paese il senso che sta cambiando davvero la stagione, del lavoro bisogna parlare e bisogna crearlo». «Le sfide che abbiamo davanti», ha aggiunto, «non sono di togliere parti dello Statuto dei lavoratori, ma di farne uno strumento che regola chi ha un lavoro stabile ma anche i precari», ha detto Camusso, «diciamo al Governo che ci vuole più coraggio» A proposito della riforma della Pubblica amministrazione, Camusso ha detto che «non ci è piaciuto che qualcuno volesse contrapporre i lavoratori pubblici alle forze dell'ordine. C'è stata un'ingiustizia per entrambi».

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