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DISUGUAGLIANZE 13 Settembre Set 2014 2100 13 settembre 2014

Cgil: 225 anni da dipendente per lo stipendio annuale di un top manager

Dal 2000 persi 8.300 euro di salari.

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Festa dei lavoratori, il corteo di Cgil Cisl e Uil.

Italiani, popolo tartassato. Non solo nel 2014 servono 161 giorni di lavoro per pagare le tasse (come nel 2011, dati Cgia di Mestre), la Cgil ha fatto il conto di quanto reddito è stato perso negli ultimi 13 anni: dal 2000 a oggi le famiglie di lavoratori hanno guadagnato 8.300 euro in meno, a causa della 'scure' del fisco che ha determinato il crollo dei salari.
E se già c'è una netta differenza tra dipendenti e professionisti o imprenditori (che hanno invece guadagnato nello stesso periodo 3.142 euro in più), la fotografia della crescente disuguaglianza arriva dal divario tra lavoratori e top manager.
OLTRE DUE SECOLI DI GAP. Secondo il rapporto della Fisac-Cgil per un lavoratore dipendente ci vogliono in media 225 anni, «ben oltre due secoli» per guadagnare quanto un top manager incassa in un anno.
Mentre negli Anni 70 un manager arrivava a guadagnare al massimo 20 volte più di un operaio, non «anche 250».
Il salario medio, ha evidenziato lo studio, si attesta a 1.327 euro, ma a restare sotto la soglia dei mille euro sono tra i sei e i sette milioni di persone, in particolare i giovani, mentre sono oltre sette milioni i pensionati nella stessa condizione.
SPAURACCHIO TASI E IVA. A pesare sulla riduzione dei salari, ha osservato la Cgil, sono proprio le tasse, che, ha spiegato il centro studi della Cgia di Mestre, comunque nel 2013 sono calate in media di 325 euro in meno rispetto al 2012 grazie all'abolizione dell'Imu, ma nel 2014 sono destinate ad aumentare a causa dell'introduzione della Tasi e degli effetti legati all'aumento dell'aliquota Iva avvenuto nell'ottobre 2013.
Il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi ha commentato: «Nonostante la restituzione degli 80 euro ai redditi più bassi con un carico fiscale di questa portata sarà difficile rilanciare i consumi delle famiglie. Il livello di arrabbiatura raggiunto nei confronti di un fisco sempre più aggressivo e pretenzioso, ha fatto scendere ai minimi storici la fiducia dei consumatori italiani». Arrabbiati e tartassati.

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