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LA BACCHETTATA 13 Settembre Set 2014 1628 13 settembre 2014

Ecofin, Kaitanen all'Italia: «Bisogna attuare le riforme»

Il commissario: «Non basta programmare l'agenda».

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Il commissario agli Affari economici Jyrki Katainen.

Bastone e carota per l'Italia a Bruxelles. L'Ue sostiene il programma «ambizioso» del nostro Paese, ma ricorda che gli annunci non bastano, servono i fatti.
«Programmare le riforme non basta, bisognare realizzarle. Molti Paesi stanno pianificando riforme, è della massima importanza, ma bisogna attuarle perché se hai la prescrizione e le medicine, ma non le prendi, non aiuta», ha dichiarato il vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen il 13 settembre al termine della riunione del Consiglio degli Affari economici.
Una bacchettata all'Italia a cui il primo ministro Matteo Renzi ha replicato ricordando i 300 miliardi promessi dall'Ue: «Ne chiederemo conto».
INVESTIMENTI CONTRO RIFORME. E così, tra l'Ecofin e la Fiera del Levante, va in onda un'altra puntata dello scontro tra Roma e il nuovo responsabile europeo con potere di sorveglianza sui bilanci, un altro botta e risposta a distanza tra il premier italiano e i piani alti di Bruxelles.
Il primo continua a reclamare investimenti, i secondi a chiedere i risultati dal governo. Mentre il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan tenta di mediare, spiegando che per la ripresa servono gli uni e gli altri.
LO SCONTRO CON RENZI. Già il 12 settembre c'era stato un primo botta e risposta a distanza. Renzi aveva infatti ricordato all'Europa di aprire il rubinetto degli investimenti invece di fare i maestri, ricordando che l'Italia è uno dei pochi Paesi con l'avanzo primario. E la replica di Katainen non si era fatta attendere: «Non siamo maestri, ma interpreti».
Ma la tensione su regole e investimenti sembra destinata a proseguire, anche se sotto traccia. «L'Italia ha un'agenda di riforme molto ambiziosa. Se tutte le cose che ha in programma di fare verranno implementate posso immaginare che l'economia avrà un forte impulso reale», ha detto il commissario finlandese.
In Europa «ci servono sia le riforme per rafforzare la competitività, sia il consolidamento per aumentare la credibilità degli Stati, quella degli investimenti non è una questione bianco o nero», ha concluso Katainen al termine dell'Ecofin. E poco importa che abbia provato a distendere animi e toni, definendo «molto buoni» i rapporti con il governo italiano. «Conosco il presidente Renzi, ho un rapporto di collaborazione molto buono», ha detto interpellato su quello che era apparso uno scontro: «In realtà mi dispiace un po' che ci sia stata una interpretazione negativa delle mie dichiarazioni, ha aggiunto, «Non mi sembrava affatto una notizia».
QUANDO I 300 MILIARDI? Poco importa perché da Bari il premier italiano ha tirato dritto con le richieste all'Europa. «Noi andiamo in Ue a chieder conto di questi 300 miliardi di euro» annunciati da Juncker per gli investimenti, «vogliamo sapere quando li mettono. Smettiamola con la cultura del piagnisteo, noi siamo alla guida dell'Ue, dobbiamo farci valere per quello che siamo», ha commentato Renzi intervenendo alla Fiera del Levante a Bari.
La «cornice internazionale è di profondi sconvolgimenti», ha detto il premier. «O l'Ue torna a fare l'Europa o noi non abbiamo più futuro. Se noi facciamo quello che dobbiamo fare l'Ue non sarà più solo spread e indicatori economici».

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