Economia 13 Settembre Set 2014 0900 13 settembre 2014

Titoli di Stato: 3 ragioni per comprare T-bond

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Il ministero del Tesoro americano. La manovra di Mario Draghi per sostenere l’economia europea, tagliando al minimo storico il costo del denaroe insieme con all’acquisto di obbligazioni garantite (covered bonds) e titoli che impacchettano prestiti a faumiglie e imprese (Assed backed securities) ha avuto un effetto immediato sul mercato dei titoli di Stato. Perché Il presidente della Bce non comprerà titoli di Stato dell0Eurozona, come invece fa la Federal Reserve. Per questo i prezzi del debito emesso dalle nazioni europee sono cresciuti, con un parallelo ribasso dei rendimenti. La prima conseguenza? Per gli investitori sono diventati più appetibili i titoli di stato americani, i Treasury Bond (T-Bond), che hanno rendimenti relativamente bassi per via dalle azioni della Banca centrale americana, battono i corrispettivi europei. Ma sono davvero un afafre? Ecco 4 ragioni per investire. 1. IL RENDIMENTO DEL TITOLO DECENNALE È al 2,53% A inizio 2014 gli esperti di Wall Street avevano previsto un aumento dei tassi di interesse, con un parallelo ribasso dei prezzi dei bond, di pari passo con la ripresa dell’economia americana e la progressiva riduzione delle misure di stimolo da parte della Federal Reserve (il piano di acquisto di bond e titoli secondo le previsioni si concluderà a ottobre). Al contrario, i prezzi dei titoli di stato sono cresciuti a causa della debolezza della congiuntura europea e del tumulto geopolitico. I bond in Europa hanno guadagnato più di quelli americani, che sono apparsi agli investitori come un buon affare. Gli aumenti dei prezzi dei bond europei hanno fatto salire i rendimenti decennali americani, benchmark del settore, al 2,53% più alti rispetto ai corrispettivi dall’altra parte dell’Atlantico, soprattutto quelli di Italia, Spagna e Irlanda (rispettivamente attorno al 2,26, 2 e 1,64%), tra le economie più deboli dell’Eurozona. Tipicamente, i Paesi più in difficoltà devono pagare di più per attirare investitori verso il proprio debito. In questi giorni i rendimenti decennali si sono attestati al 2,527%, il massimo da inizio agosto. 2. PREMI PIÙ ALTI DEI PRINCIPALI CONCORRENTI Il premio che gli investitori hanno incassato comprando decennali americani piuttosto che bund tedeschi paragonabili ha toccato gli 1,52 punti percentuali, lo spread più ampio dal 1999, quando il boom tecnologico americano era nel pieno e l’euro non aveva ancora inizialmente iniziato a circolare fisicamente. Nelle economie avanzate solo i bond britannici possono competere per rendimenti con quelli americani: secondo gli analisti di Bank of America-Merrill Lynch il 45% dei titoli di stato mondiali ha un rendimento inferiore all’1%. Proprio per questo le aste di bond americani stanno andando bene: solo questa settimana sono stati venduti titoli per 61 miliardi di dollari complessivi (martedì sono stati venduti titoli triennali per 27 miliardi di dollari, mercoledì decennali per 21 miliardi e giovedì trentennali per 13 miliardi). 3. IL RAFFORZAMENTO DEL DOLLARO AIUTA Le decisioni della Bce hanno reso due volte attraente il debito americano per gli investitori stranieri: da un lato gli acquirenti non americani ottengono rendimenti più alti, dall’alta vedono la possibilità di guadagnare ulteriormente man mano che il dollaro si rafforza rispetto all’euro: la settimana scorsa il biglietto verde ha messo a segno il rally più sostenuto da novembre 2011 sulla moneta unica ed è in aumento del 6% nel 2014. Un euro più debole dovrebbe aiutare le economie del Vecchio Continente ad aumentare le esportazioni e a ridurre le importazioni, ma fa anche salire il ritorno dei bond americani per gli investitori stranieri. “Mettendo a paragone i rendimenti globali, è difficile trovare argomenti contro i titoli di stato americani”, ha detto Kevin Giddis, capo della divisione investimenti a reddito fisso di Raymond James.

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