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MINACCIA 14 Settembre Set 2014 1350 14 settembre 2014

Tagli alla sanità, Veneto e Lombardia pronti allo sciopero fiscale

I governatori Zaia e Maroni promettono battaglia.

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Luca Zaia.

Lombardia e Veneto insieme contro il governo.
Pronti allo sciopero fiscale contro i tagli alla sanità.
Il primo ad annunciarlo è stato Luca Zaia. E a ruota, si è accodato Roberto Maroni. Entrambe le Regioni sono a guida Lega.
«Se il governo pensa di tagliare anche un solo euro di spesa sanitaria al Veneto, noi facciamo lo sciopero fiscale», ha promesso il governatore in un'intervista rilasciata il 14 settembre al Quotidiano nazionale.
«A Matteo Renzi voglio dire una cosa: se ha le palle, approfitti della situazione, obblighi tutti ad applicare i costi standard. La siringa, lo stent e il pasto in ospedale devono costare ovunque la stessa cifra».
RISCHIO RIBELLIONE DEL SUD. Il governo secondo Luca Zaia «è ostaggio degli spreconi e della mala gestione. Renzi non applicherà mai i costi standard perché provocherebbe la ribellione del Sud. Non dei cittadini, ma della classe dirigente».
E sulla scia del Veneto, anche la Lombardia è partita all'attacco e si è detta pronta alla protesta fiscale se lo Stato taglierà i fondi della sanità. A postare la 'promessa' su Twitter è stato il governatore Roberto Maroni.

«In Veneto un paziente resta mediamente sette giorni in ospedale»

Un ticket sanitario.

Luza Zaia è un fiume in piena. «Parlo per dati di fatto. Guarda caso abbiamo quattro regioni meridionali che hanno un buco sanitario di 5 miliardi. Sono quelle che spendono di più e curano peggio, tanto che i loro pazienti scappano».
Se si guardano le tabelle dei costi, «si vede che una garza nel meridione viene pagata anche il 620% in più. In Veneto il paziente resta mediamente sette giorni in ospedale, ci sono regioni che arrivano a 30 giorni. Da noi ci sono un paio di primari di andrologia per 5 milioni di abitanti, altrove i primari sono 30».
POCHI INVESTIMENTI. E questo «è l'emblema dell'inefficienza. Vuol dire che non sono stati fatti investimenti nella diagnostica e nelle tecnologie. Sappiamo che per uscire dalla crisi il Paese deve diventare virtuoso. Bisogna dire a tutti che la pizza Margherita costa cinque euro. Non possiamo accettare che ci sia qualcuno che ci porta una ricevuta da 60 euro. Al Sud questo qualcuno è la stragrande maggioranza».

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