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SPENDING REVIEW 14 Settembre Set 2014 0950 14 settembre 2014

Tagli in Rai, niente inviati per il premier in trasferta

Le auto blu sono passate da 160 a 16.

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Il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi.

Tempo di spending review in viale Mazzini.
Come spiegato il 14 settembre dal Corriere della Sera, Matteo Renzi sarà il primo presidente del Consiglio che, in un atteso viaggio negli Stati Uniti come quello di fine settembre, non verrà seguito da tre diverse troupe Rai (Tg1-Tg2-Tg3) con inviati e tecnici.
Il direttore generale Luigi Gubitosi lo ha già indicato nel nuovo piano di ristrutturazione dell'informazione: dove lavorano i corrispondenti non c'è bisogno d'inviati.
L'ex sindaco di Firenze vedrà solo le due corrispondenti da New York (Giovanna Botteri e Tiziana Ferrario) e i due collaboratori contrattualizzati: Valentina Martelli da Los Angeles e Francesca Leoni da New York. Piena libertà ai Tg di organizzare commenti, analisi.
I TAGLI NON SI FERMANO. Tagli che in Rai colpiscono tutto (i 150 milioni di euro richiesti dalla spending review pesano molto su un bilancio difficile). Si colpiscono i simboli, per esempio le auto blu, passate dalle 160 degli anni scorsi alle 16 di oggi. Sparite le Audi 3000 si è passati alle più piccole Lancia 1600 Delta. Solo il presidente Anna Maria Tarantola usa un'Audi 3000 lasciata da un dirigente licenziato (mistero sul nome) e il direttore generale Luigi Gubitosi gira su una Bmw acquisita in cambio merce da Rai Pubblicità (ex Sipra) e «gentilmente» richiesta da viale Mazzini. Le altre sono usate a rotazione per servizio.

Un Mondiale di calcio a stecchetto

Carlo Paris, nuovo direttore di RaiSport.

L'anno pubblicitario non annuncia vacche grasse: il primo semestre si è chiuso a +4% rispetto allo stesso periodo 2013 ma luglio, agosto e settembre sono stati avarissimi.
Altri esempi. Rai Sport, ancora sotto la direzione di Mauro Mazza (al suo posto è arrivato Carlo Paris), aveva presentato per il Mondiale di calcio un budget di 8,1 milioni. Il piano è stato tagliato a 4,4 milioni: molto lavoro da Roma, riduzione all'osso di trasferte.
GLI OSPITI COSTANO TROPPO. Altri campi soggetti a ulteriori riduzioni entro il 2014. Le scritture artistiche (i divi) costavano 73,8 milioni nel 2011 e sono calate a 68 milioni nel 2013 (-8%) e si attende un'ulteriore flessione: la presenza gratuita di Roberto Benigni alla prima puntata di Ballarò, martedì 16 settembre, fa parte del clima. La realizzazione dei programmi (i contestati appalti esterni) incideva per 77,2 milioni nel 2011 e il 2013 si è chiuso a 61,1 (-21%). Basta tornare al 2008 per trovare un costo di 101 milioni.
SCENOGRAFIE TROPPO CARE. Il lavoro autonomo (collaboratori, autori, partite Iva) era a quota 42 milioni nel 2011 e a 38,8 nel 2013 (-7.5%). I servizi telefonici costavano 10,7 milioni nel 2011 e 4,7 nel 2013 (-55.5%), le scenografie 4,8 milioni nel 2011 e 3 nel 2013 (-37%). Il volume delle spese per le trasferte era a 24,4 milioni nel 2011 ed è sceso a 22,7 nel 2013 (-7%) e il comparto trasporti è calato del 12% (erano 21 milioni nel 2011, nel 2013 sono stati 18,5).

Obiettivo 2014: chiusura a 1 miliardo e 200 milioni di euro

La sede della Rai, in viale Mazzini 14 a Roma.

Luigi Gubitosi conta di chiudere il 2014 a 1 miliardo di euro e 200 milioni per quanto riguarda la voce generale dei costi esterni per beni e servizi (la somma dei comparti di cui abbiamo parlato, a partire dagli appalti esterni per approdare ai minori come cancelleria e vigilanza). Bisogna calcolare circa 100 milioni di euro per i diritti sportivi per i Mondiali di calcio.
Nel 2012, altro anno gravato dai costi dei diritti sportivi (Olimpiade 2012 e Campionati europei di calcio) si sfiorò 1 miliardo 400 milioni. Il risultato a cui il vertice Rai punta è il risparmio di 200 milioni.
VERSO LA CESSIONE DI RAI WAY. In quanto ai profitti in vista per la cessione della minoranza di Rai Way, la società proprietaria degli impianti di trasmissione, lo staff di Gubitosi si rifiuta di fare cifre e previsioni: tutto dipenderà dalla fluttuazione dei mercati. L'unica cifra espressa ufficialmente un anno fa era un report di Mediobanca che valutava l'intera società sui 600 milioni di euro.
AVANTI SENZA INDUGI. In quanto all'informazione, la recente protesta del Tg3 contro il piano Gubitosi (la creazione di due uniche strutture: Newsroom 1 che di fatto accorperà Tg1-Tg2-Rai Parlamento e Newsroom 2 che riunirà Tg3-Rai News-Tgr-Cciss-meteo-Web) sembra lasciare indifferente la direzione generale: «Andremo avanti senza indugio, entro 18 mesi il piano sarà operativo e il risparmio nel comparto informazione sarà del 20%».

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