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PREVISIONI 15 Settembre Set 2014 1144 15 settembre 2014

L'Ocse: «Il Pil italiano è sceso dello 0,4%»

Stime al ribasso per il nostro Paese. Prevista una contrazione nel 2014.

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Nel 2013 il Pil dell'Italia è stato al -1,9% e al -2,4% nel 2012.

Crisi senza fine per L'italia: L'Ocse e l'agenzia Standard & Poors hanno stimato una contrazione pesante per il Prodotto interno lordo. Secondo l'Ocse, il Paese dovrebbe registrare nel 2014 una contrazione del Pil dello 0,4%, l'unico dato negativo tra i Paesi del G7. Tagliate anche le precedenti stime, pari a +0,5%. Per S&P, invece, la crescita sarà zero.
Nel 2015, secondo l'organizzazione, ci sarà una timida ripresa dello 0,1% (+1,1% la precedente stima). Un dato che segue la preoccupante analisi sulla disoccupazione in Italia.
MALE L'EUROZONA. Anche per l'Europa la situazione non è rosea. Secondo L'Ocse «il recupero rimane deludente, specialmente nei Paesi più grandi: Germania, Francia, Italia, mentre la ripresa in alcune economie periferiche è incoraggiante, altri Paesi fronteggiano ancora sfide strutturali e di bilancio, insieme al peso di un alto debito».
Per Eurolandia l'Ocse ha previsto una crescita quest'anno dello 0,8%, in accelerazione all'1,1% nel 2015. Il Pil dovrebbe aumentare in Germania dell'1,5% sia nel 2014 che nel 2015, mentre in Francia il prodotto interno lordo dovrebbe assestarsi allo 0,4% nel 2014 e all'1% nel 2015.
Secondo l'organizzazione la crescita nell'area dell'euro sembra quindi nel breve termine dover rimanere frenata. Al contrario la ripresa «è solida negli Stati Uniti, si sta rafforzando in India ed è in linea in Giappone e Cina».
«CONSOLIDARE I BILANCI». «L'inferiore sincronizzazione economica dei diversi Paesi si riflette in requisiti di strategia politica divergenti», ha scritto l'Ocse, «nonostante questo, resta vero che le condizioni monetarie dovrebbero rimanere di sostegno in tutte le principali economie avanzate, mentre la maggior parte dei Paesi dovrebbero fare ulteriori progressi nel consolidamento di bilancio per assicurare che il debito resti sostenibile».
RIFORME STRUTTURALI. Per rafforzare sostanzialmente la crescita, insiste l'organizzazione parigina, alcuni Paesi stanno cogliendo l'opportunità di riforme strutturali e devono ora assicurarne l'effettiva implementazione, mentre altri devono essere più ambiziosi per aumentare la competizione e l'occupazione.
«Vista la debolezza della domanda, la flessibilità all'interno delle regole europee dovrebbe essere utilizzata per sostenere la crescita», ha affermato l'Ocse, secondo cui al contempo «il continuo fallimento dell'economia globale nel generare una crescita forte, equilibrata ed inclusiva sottolinea l'urgenza di sforzi di riforma ambiziosi».

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