Economia 15 Settembre Set 2014 1222 15 settembre 2014

Ntv il salvataggio passa da Alitalia

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Italo è il treno simbolo di Nuovo trasporto viaggiatori (Ntv). Le banche che devono trasformare i loro debiti in azioni. I soci che non vogliono rilanciare e chiedono aiuto al governo, soprattutto per scaricare sullo Stato i dipendenti in eccesso. Un piano industriale ambizioso per contenere i forti costi e attutire i conti in profondo rosso. L’azionista francese che vuole scappare. Se questa vi sembra la sintesi delle ultime vicende di Alitalia, avete ragione soltanto a metà. Infatti protagonista di una storia simile è Nuovo trasporto viaggiatori (Ntv), la compagnia ferroviaria che fa capo a Luigi Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle, Alberto Bombassei e Gianni Punzo, che ha rotto  il monopolio di Trenitalia e ora rischia la chiusura. I conti sono da brivido: 77,6 milioni il passivo nell’ultimo esercizio, mentre i debiti con le banche sono saliti a 781 milioni, nonostante sei milioni di passeggeri trasportati in un anno. Ma i destini di Ntv e di Alitalia, oltre a collimare, potrebbero addirittura incrociarsi se Luca Cordero di Montezemolo divenisse presidente della nuova  Alitalia, come tutti gli indizi sembrano confermare. Ecco in quattro punti perché il destino di Ntv è molto simile a quello di Alitalia. E proprio con Alitalia potrebbe rilanciarsi.  1. UN AUMENTO DI CAPITALE DA 100 MLN E L'AIUTO DEL GOVERNO Vista la situazione finanziaria, i soci di Ntv saranno presto costretti a mettere mano al portafogli. E sul mercato c’è chi ipotizza un aumento di capitale non inferiore ai cento milioni di euro. Ma gli azionisti sono recalcitranti. Alberto Bombassei ha detto che la ricapitalizzazione è legata ad alcune condizioni. Che deve garantire il governo. L’ad della compagnia, Antonello Perricone, lavora su due fronti: ottenere una cassa integrazione pesante o una lunga mobilità per almeno un terzo dei mille dipendenti; strappare condizioni migliori sul versante delle tariffe per i pedaggi sulla rete ferroviaria. Tra fine novembre e dicembre l’Authority guidata da Andrea Camanzi dovrebbe abbassare i prezzi dei passaggi e rendere più omogeneo l’ingresso alle strutture comuni della rete. Per Ntv - che punta a un taglio del 30% - non è abbastanza. Vorrebbe l’introduzione di pedaggi asimmettrici anche legati all’anzianità dei convogli, pagando meno visto che i suoi mezzi hanno meno di dieci anni. Ma quest’ipotesi è stata già bocciata da Ferrovie.

Guillaume Pepy, ceo di Scnf, vorrebbe uscire dall'azionariati di Ntv. Detiene il 20% 2. IL SOCIO FRANCESE VUOLE DEFILARSI Anno 2014 fuga dei francesi dal mondo del trasporto italiano. Seguendo i passi già fatti da Alex De Juniac (Air France) alla Magliana, anche Guillaume Pepy, ceo di Scnf, vorrebbe uscire dall’azionariato di Ntv. Il monopolista francese controlla il 20%  della compagnia di Montezemolo. E tutto sommato è soddisfatto dell’investimento: con un esborso limitato è presente sul mercato italiano e il vettore ha avuto una prima risposta. Anzi, potrebbe essere costretto a uscire. Sicuramente rischia di non poter rilanciare e fare la sua parte sull’aumento di capitale. Questo perché i francesi hanno non pochi problemi a casa loro. Nel primo semestre dell’anno il giro d’affari in Francia è calato dello 0,4% del giro d’affari domestico, anche per via dei tanti scioperi.Ed è altissimo lo scontro con i sindacati (l’ultima agitazione è durata due settimane) preoccupati sia per i tagli al personale sia per i tentativi di privatizzare l’ex gestore delle reta (Rff) o esternalizzare pezzi dell’azienda. Senza considerare che i francesi di Scnf difficilmente potranno investire Ntv, sapendo di non poter salire oltre l’attuale quota del 20%. 3. IL PRESSING SULLE BANCHE PER IL DEBITO All’advisor Lazard è stato affidato un duro compito: convincere le banche creditrici (Intesa, Banco popolare, Mps, Bnl) a rinunciare a parte dei loro debiti, in tutto 781 milioni di euro, o vedere tramutati i loro crediti in azioni. Come avvenuto in Alitalia gli istituti aspettano di vedere le mosse degli azionisti. E come nel vettore aereo uno dei grandi creditori (Intesa Sanpaolo con 394 milioni di pendenze) è anche azionista forte della compagnia, con il 20%. Ma da Ca’ de Sass il presidente del Consiglio di gestione, l’economista Gian Maria Gros Pietro, ha già fatto sapere di considerare la partecipazione non strategica. Ma difficilmente la banca riuscirà a uscire da questa partita come spera.

Luca Cordero di Montezemolo, al centro, con gli azionisti Ntv al lancio del treno Italo. 4. LA SCOMMESSA DI INTEGRARE TRENO E AEREO I soci italiani di Ntv sperano che Montezemolo si trasferisca presto alla Magliana. L’obiettivo sul quale sta lavorando da un anno l’ad Antonello Perricone è quello di creare un progetto di hub & spoke con la nuova Alitalia. Infatti spera di salvare l’azienda, trasformandola nel carrier ferroviario della nuova Alitalia. Il progetto è ambizioso: trasportare a Fiumicino e Malpensa – va da sé sui binari dell’alta velocità - i passeggeri che vivono nelle principali città italiane e che vogliono viaggiare con l’ex compagnia di bandiera. Sempre Perricone punta a triplicare il servizio sulla tratta Roma-Milano (al momento girano due coppie di treni) e di rafforzarsi sull’asse Torino-Venezia.

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