Economia 15 Settembre Set 2014 1133 15 settembre 2014

Perché S&P e Ocse bocciano Renzi

  • ...

L'Italia è entrata ufficialmente in deflazione ad agosto 2014. Bocciati da Standard & Poor's e additati da Ocse e Financial Times come esempio della crisi dell'Eurozona. L'ingresso in deflazione dell'Italia ha cominciato a produrre conseguenze.  L'agenzia di rating Standard & Poor's ha tagliato le stime di crescita del'Eurozona e prevede che l'economia italiana resti al palo nel 2014, contro il +0,5% previsto a giugno. NEL G7 SOLO L'ITALIA È IN RECESSIONE In particolare, S&P continua a vedere il nostro Paese «bloccato nella recessione» e valuta che l'impatto del bonus da 80 euro voluto dal Governo Renzi sarà solo dello 0,1% contro lo 0,3% inizialmente previsto. Ma ciò che è peggio è che l'Ocse stima per l'Italia nel 2014 una contrazione del Prodotto interno lordo (Pil) dello 0,4%, l'unico dato negativo tra i Paesi del G7. Nel 2015, secondo l'organizzazione, ci sarà una timida ripresa dello 0,1% (+1,1% la precedente stima). Prima del dato S&P's e Ocse, il quotidiano Ft aveva titolato «L'Italia teme il vento freddo della deflazione» per riassumere la situazione del nostro Paese in un'analisi sulle sofferenze dell'Eurozona. Insomma, siamo di nuovo sorvegliati speciali. «La comparsa della deflazione in Italia suggerisce una preoccupante diffusione dalla Spagna, un'altra economia perimetrale dell'Eurozona, che ha rialzato la testa quest'anno» ha scritto Ft. «La bassa inflazione ha certamente i suoi vantaggi. Ma al momento si traduce per le piccole aziende in bassi utili e costituisce un handicap per la creazione di posti di lavoro». PER S&P OCSE AL RIBASSO ANCHE LE STIME DELLA FRANCIA Il premio di consolazione è che l'Italia non è il solo esempio di decrescita in Europa. Insieme al nostro Paese spicca la Francia la cui crescita è stata rivista al ribasso da S&P's (a +0,5% nel 2014 da +0,7%) insieme con Olanda (a +0,8% da +1%), mentre restano invariate quelle di Germania (+1,8%), Spagna (+1,3%) e Belgio (+1,1%). Più o meno allo stesso modo la pensa l'Ocse che nelle sue stime 2014 del Pil di Eurolandia l'Ocse ha previsto una crescita dello 0,8%, in accelerazione all'1,1% nel 2015 ma solo perché il Pil dovrebbe aumentare in Germania dell'1,5% sia quest'anno che il prossimo, mentre in Francia il prodotto interno lordo dovrebbe assestarsi allo 0,4% nel 2014 e all'1% nel 2015. Secondo l'organizzazione la crescita nell'area dell'euro sembra quindi nel breve termine dover rimanere «frenata».

Mario Draghi, presidente della Bce. Per S&P e Ocse la sua politica monetaria può dare una mano all'Eurozona. FRANA L'EXPORT, GLI 80 EURO DI RENZI NON BASTANO, SERVE MANOVRA BCE Sui cattivi risultati dell'economia italiana pesano, secondo l'agezia di rating S&P's, il rallentamento dell'export e i ritardi nelle riforme strutturali avviate che hanno raffreddato la fiducia di aziende e investitori.  Ma non solo, per l'agenzia di rating gli 80 euro di bonus in busta paga da soli non posso risollevare l'Italia dalla recessione. «Il risultato è che la crescita resta rallentata da una debole domanda interna anche per via di retribuzioni quasi ferme» scrive Standard & Poor's che ha promosso le ultime decisioni della Bce: «Le misure annunciate suggeriscono un approccio maggiormente proattivo che potrebbe alla fine tradursi in un programma completo di quantitative easing e sostenere la crescita nel medio periodo» si legge nel rapporto. E sulla stessa linea c'è anche Ocse, secondo cui le condizioni monetarie dovrebbero rimanere di sostegno in tutte le principali economie avanzate, mentre la maggior parte dei Paesi dovrebbero fare ulteriori progressi nel consolidamento di bilancio per assicurare che il debito resti sostenibile.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso