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GIRO DI VITE 16 Settembre Set 2014 1456 16 settembre 2014

Accordo Ocse-G20: stop alle imprese che aggirano le tasse

Intesa sui primi sei punti sulla lotta all'ottimizzazione fiscale delle multinazionali.

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La sede dell'Ocse a Parigi.

Stop alle imprese che aggirano il fisco: i Paesi di Ocse e G20 hanno raggiunto un'intesa sui primi sei punti sulla lotta all'ottimizzazione fiscale delle multinazionali.
Tra questi ci sono misure sugli asset intangibili e un capitolo sull'economia digitale.
C'ERA PESSIMISMO. L'accordo, raggiunto nonostante molti esperti e responsabili politici fossero pessimisti, ha coperto sei dei sette punti su cui la road map fissata nel 2013 prevedeva una chiusura entro settembre 2014.
È rimasto fuori solo il tema delle «pratiche fiscali dannose», su cui hanno pesato disaccordi su alcuni passaggi tecnici importanti.
SFIDA DELL'ECONOMIA DIGITALE. Sono invece stati concordati un primo rapporto di base sulle «sfide fiscale dell'economia digitale», che non comprende misure precisa ma traccia un quadro di partenza per l'azione futura, e uno sullo sviluppo di «uno strumento multilaterale per modificare i trattati bilaterali».
Sottoscritti inoltre impegni ad agire per «prevenire l'assegnazione di benefici da trattati in circostanze inappropriate», introdurre «documentazione sui prezzi di trasferimento e reporting Paese-per-Paese» per le aziende multinazionali, regolamentare localizzazione e trassferimenti degli «asset intangibili» e «neutralizzare gli effetti dell'utilizzo di strumenti ibridi» e «mancate corrispondenze» tra le legislazioni per evitare l'imposizione.

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