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STIME 16 Settembre Set 2014 1441 16 settembre 2014

Confindustria taglia il Pil: -0,4% nel 2014

Dubbi sulla legge di stabilità: 15,9 miliardi di euro ancora da reperire per il 2015.

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Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.

È svanita anche la modesta crescita stimata per il 2014 da Confindustria a giugno (+0,2%): le nuove stime vedono un Pil in calo dello 0,4%. Per il 2015 l'incremento atteso è stato dimezzato al +0,5%. «Si può e si deve reagire tempestivamente con misure di rilancio di competitività e investimenti: i risultati arriverebbero rapidamente», ha comunicato l'associazione degli industriali.
2015: +0,5% «DA CONQUISTARE». «Il 2014 ce lo siamo giocato», ora, ha avvertito il capoeconomista Luca Paolazzi commentando le nuove stime del centro studi degli industriali, «l'attenzione è tutta sul 2015: siamo stati più ottimisti di altri prevedendo un +0,5% del Pil, ma è un tutto da conquistare».
Il rapporto sugli scenari economici di via dell'Astronomia ha indicato che per l'economia italiana «l'immagine complessiva è di assestamento. Il rischio è di essere in presenza di una subsidenza».
Confindustria ha espresso dubbi anche sulla legge di stabilità, affermando che «per finanziare una serie di impegni già previsti», come «ipotesi minima», dovrebbe prevedere risorse per 18,6 miliardi il prossimo anno, 25,7 nel 2016, 30,3 nel 2017.
Per il 2015 2,7 miliardi sono già individuati dai tagli del dl Irpef, per altri 15,9 «è elevato il rischio di coperture più tradizionali».
PANUCCI: «SCONGIURARE TAGLI LINEARI». Il direttore Marcella Panucci ha speigato che sono da «scongiurare i tagli lineari di spesa che hanno caratterizzato gli ultimi anni», così come «un aumento di tassazione che sarebbe sicuramente negativo in termini di crescita e di recupero di competitività del Paese».
La Legge di Stabilità 2015 deve quindi puntare «su tagli selettivi che colpiscano la spesa improduttiva e non frenino quella produttiva», e non pregiudichino una politica di investimenti che va invece rilanciata. «Gli investimenti sono oggi un terzo più bassi rispetto al 2007», ha ricordato il direttore del centro studi di Confindustria, Luca Paolazzi, con effetti pesanti sulla crisi, «come in particolare nel settore delle costruzioni».
PRESTO PROPOSTE DA PRESENTARE AL GOVERNO. Confindustria, ha indicato ancora Marcella Panucci, «sta lavorando» a proposte da presentare al governo per aprire un confronto sul tema; due i perni della linea d'azione suggerita dagli industriali: il «cuore» delle misure per invertire la rotta della crisi deve essere un forte rilancio degli investimenti pubblici e privati, poi la priorità resta un taglio del cuneo fiscale. È necessario anche, ha detto Marcella Panucci, rendere strutturale la detassazione del salario di produttività.
Il centro studi di Confindustria ha poi stimato un indebitamento netto della Pa al 3% del Pil per il 2014 e al 2,9% nel 2015, «in linea quindi con i vincoli europei».
Il peggioramento del deficit rispetto alla previsione di giugno (2,9% quest'anno, 2,5% il prossimo) è stato spiegato dalla dinamica del Pil nominale «sensibilmente più bassa» rispetto alle precedenti stime «e ben al di sotto delle stime del governo diffuse nell'aprile scorso con il Def».

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