Economia 16 Settembre Set 2014 1102 16 settembre 2014

Perché Amazon è in guerra con Hachette

  • ...

Novecento autori hanno invitato i lettori a mandare una mail a Jeff Bezos per invitarlo a cambiare politica commerciale. Nella guerra tra Amazon e Hachette (controllata del gruppo francese Lagardère) ci si mettono, ancora una volta, gli scrittori. Che sono, di fatto i più danneggiati dalla battaglia che va vanto ormai da tre mesi. La prova? Douglas Preston, scrittore di thriller di successo, ha valutato nel 60% il calo delle vendite deu suoi libri da quando sono usciti dal catalogo online. Così gli autori hanno deciso di combattere ancora, a copli di scrittura. E hanno mandato una lettera aperta indirizzata ai «nostri lettori» e firmata «Authors United». Chi c'è dietro? Un gruppo di 900 autori, oltre a Preston ci sono nomi come John Grisham e Stephen King, che hanno denunciato il comportamento della multinazionale: «Questo tipo di dispute tra aziende sono solitamente risolte in segreto. Ma in questo caso, Amazon sta facendo qualcosa di inusuale. Ha preso di mira direttamente gli autori di Hachette nel tentativo di costringere l'editore ad accettare le sue condizioni» si legge nella lettera. «Negli ultimi mesi Amazon ha boicottato gli autori di Hachette, rifiutandosi di accettare i preordini dei titoli e di applicare prezzi scontati a molti libri». UNA MAIL A JEFF BEZOS PER EPRIMERE LA PROPRIA OPINIONE Ma non solo. «Ha rallentato le consegne e ha insinuato sulle pagine di alcuni autori che i lettori potrebbero preferire un libro di un autore che non pubblica con Hachette» hanno scritto nella lettera che si conclude con una i risolvere la sua disputa con Hachette «senza danneggiare ulteriormente gli autori e senza bloccare o ritardare la vendita dei libri ai suoi clienti», e poi si sono rivolti direttamente ai lettori, chiedendo di «spedire una e-mail a Jeff Bezos, amministratore delegato e fondatore di Amazon (jeff@amazon.com), per esprimere il proprio pensiero sulla vicenda. Ha detto che vuole veramente sapere l'opinione dei suoi clienti e che leggerà tutte le email a questo account. Speriamo che, scrittori e lettori insieme, saremo in grado di fargli cambiare idea».

John Grisham è uno dei 900 autori che combattono la guerra del prezzo contro Amazon. LA GUERRA DEL PREZZO A COLPI DI INSERZIONI E E-MAIL Non è la prima volta che gli autori si fanno sentire: all’inizio di agosto avevano pubblicato un'inserzione a tutta pagina sul New York Times: costo 104 mila dollari.Amazon non era rimasta a guardare e aveva pubblicato a sua volta una lettera aperta rivolta ai lettori, invitandoli a scrivere direttamente all’amministratore delegato di Hachette, di cui aveva diffuso l’indirizzo email, per far sentire la loro voce. Al centro della guerra dei libri c’è il prezzo: secondo Amazon, 12,99 dolalri e 14,99 dollari per un e-book sono prezzi troppo alti, e ha chiesto di ridurre la cifra a 9.99 dollari. Bezos ha sempre sostenuto che il focus di Amazon è il cliente. E «al cliente piacciono prezzi bassi, vasta scelta e consegne veloci». C’è poi il nodo della retribuzione dei guadagni. Attualmente la casa editrice riceve il 70% dei guadagni, lasciando la restante parte alla società americana che non intende più accettare una simile suddivisione, puntando alla divisione a metà dei profitti. HACHETTE NON CEDE SUI PROFITTI, DISNEY LO HA FATTO Una politica che non ha trovato d’accordo Hachette, determinata a non concedere ulteriori sconti. Così nella primavera 2014 la compagnia di Seattle ha iniziato a penalizzare i prodotti Hachette causando ritardi nelle consegne, non consentendo ai clienti della piattaforma di e-commerce di effettuare dei pre-ordini sui titoli in uscita dell'editore, oppure mettendoli in minor evidenza sul sito. Tattica già applicata in passato con McMillian negli Stati Uniti e con Bonnier in Germania. E, ad agosto, anche con la Disney: nella serrata trattativa per ottenere migliori condizioni nell'acquisto dei filma firma di Disney, a farne le spese sono stati per primi i titoli di Captain America e The Maleficent, non acquistabili sul sito di Amazon tramite l’usuale opzione del pre ordine. La vendita è ripresa solo quando le due società hanno trovato un accordo. Ancora prima era toccato alla Warner Home Video, divisione della Warner Bros, quando durante la trattativa per il rinnovo del contratto erano spariti dalla piattaforma digitale Lego, Trascendence e 300: l’alba di un impero. AMAZON DETIENE IL 50% DEL MERCATO E PER GLI EDITORI PUNTA AL MONOPOLIO Amazon, società da 74,5 miliardi di dollari, con un utile netto di 274 milioni nel 2009, 88.400 dipendenti nel mondo, detiene attualmente il 50% del mercato: secondo gli editori, quello cui ambisce è un monopolio del libro. Ecco perché la guerra non ha coinvolto soltanto gli editori direttamente interessati ma anche tanti italiani, come Feltrinelli, che finora non hanno avuto problemi con il colosso di Bezos. «È giusto che il prezzo lo indichi chi produce il libro, non chi lo vende o lo distribuisce - ha detto Gianluca Foglia, direttore editoriale Feltrinelli - Perché è chi produce che rischia le proprie risorse su un titolo e sul suo lancio. E soprattutto perché è chi produce che mette a disposizione dell'autore una serie di figure professionali - editor, redattori, grafici, ufficio stampa, marketing e addetti commerciali - che lavorano per offrire ai lettori libri migliori, più curati e più attraenti. Se l'editore perdesse la prerogativa di definire il prezzo, in prospettiva dovremmo rinunciare a tutto questo, e il risultato sarebbe soltanto un'offerta di minore qualità e totalmente indifferenziata, a mio avviso con grave danno per i lettori».

Correlati

Potresti esserti perso