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RASSICURAZIONI 16 Settembre Set 2014 1456 16 settembre 2014

Ue: «Nessun rischio Troika per l'Italia»

Il portavoce di Katainen: «A Bruxelles non se ne parla. Voci sui giornali nazionali».

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Jyrki Katainen, commissario europeo agli Affari economici in pectore.

Gli occhi dell'Unione europea sono puntati sui conti italiani, ma non c'è nessun rischio Troika.
«Di questa ipotesi non sta parlando proprio nessuno qui a Bruxelles, è una cosa che si legge solo sui giornali italiani», ha assicurato a Mix24 Simon O'Connor, il portavoce del commissario Ue agli affari economici Jyrki Katainen, secondo quanto ha riportato una nota della trasmissione.
Sul piano da 300 miliardi di investimenti O'Connor ha detto che «l'annuncio non è di Katainen ma di Juncker. La nuova commissione lavorerà su questo obiettivo, bisognerà combinare risorse pubbliche con risorse private, c'è tanto lavoro da fare».
PITTELLA: «PIANO 300 MLD NON SIA FINZIONE». Di questo tema ha parlato anche il capogruppo Pd a Bruxelles Gianni Pittella: «Deve essere reale e non una finzione» e «si deve utilizzare in pieno la flessibilità presente nelle regole, ovvero i Paesi in recessione devono poter beneficiare di un tempo più lungo per raggiungere gli obiettivo» di consolidamento di bilancio, mentre «Katainen deve smettere gli atteggiamenti da falco».
Quello della politica economica della nuova Commissione è «il nodo da sciogliere», ha affermato Pittella sottolineando che per il gruppo S&D «è tempo che anche il governo di Berlino si accorga» che «serve una politica più bilanciata».
Parlando delle audizioni dei nuovi commissari, Pittella ha avvertito che «non abbiamo pregiudizi» ma ha annunciato che gli esami devono essere «rigorosi» valutando «competenza, moralità e coerenza rispetto agli impegni presi da Juncker».
ATTACCO SOCIALISTA A KATAINEN. E ha sottolineato che «i vicepresidenti hanno ruolo di coordinamento, non di tutor, e non avranno diritto di veto». In particolare nel mirino del gruppo S&D c'è Katainen: «Saremo molto duri. Deve smetterla con le lezioncine e gli atteggiamenti da falco».
Pittella ha poi esplicitato le «preoccupazioni» dei socialisti per altri quattro casi: l'ungherese Tibor Navracsics all'educazione (per il legame con il partito del premier Viktor Orban e per «per la nota adesione al manifesto sullo stato illiberale»), lo spagnolo Miguel Arias Canete clima e energia («per scarsa competenza e per conflitti di interesse») per il britannico Jonathan Hill ai servizi finanziari e per la slovena Alemka Bratusek, vicepresidente all'unione energetica («abbiamo riserve sulla designazione, è stata nominata da sè stessa»).

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