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LAVORO 17 Settembre Set 2014 0915 17 settembre 2014

Jobs Act di Renzi: contratto a tutele crescenti per i neoassunti

Il governo presenta un emendamento all'articolo 4. E valuta l'ipotesi decreto. Salario minimo per i co.co.co.

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Il premier Matteo Renzi.

Il Jobs act del governo di Matteo Renzi inizia a prendere forma. In un emendamento presentato dall'esecutivo in riferimento all'articolo 4 sul riordino delle forme contrattuali, si è appreso che «per le nuove assunzioni viene previsto il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all'anzianità di servizio».
INTESA NEL GOVERNO. Come ha spiegato il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova, a margine della riunione in commissione al Senato dove è stato presentato l'emendamento d'intesa con il relatore del provvedimento Maurizio Sacconi (Ncd) e il ministro Giuliano Poletti, il governo vuole graduare le tutele e il periodo in cui saranno crescenti nel decreto delegato.
VERSO LA DELEGA. «Se il parlamento fa la delega, il governo eserciterà la delega», ha spiegato Bellanova riprendendo le parole del premier nel discorso di presentazione del programma Millegiorni. «Siccome penso che il parlamento agirà, l'esecutivo procederà con i decreti delegati», ha continuato il sottosegretario al Lavoro rispondendo a una domanda sull'ipotesi di un intervento con decreto legge.
SFOLTIRE I CONTRATTI. Nell'emendamento del governo, poi, per sfoltire le forme contrattuali, è indicato l'obiettivo di un «Testo organico semplificato delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro».
Con il Jobs Act pensato dall'esecutivo, inoltre, si introduce anche «una revisione» della disciplina dei controlli a distanza e delle mansioni, intervenendo così con la delega sugli articoli 4 e 13 dello Statuto dei lavoratori. Si va verso, quindi, una 'flessibilità' nelle mansioni, anche «per la tutela del posto di lavoro».
MANSIONI A DISTANZA. L'emendamento alla delega indica, infatti, «a revisione della disciplina delle mansioni, contemperando l'interesse dell'impresa all'utile impiego del personale in caso di processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale con l'interesse del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita, prevedendo limiti alla modifica dell'inquadramento». E, inoltre, indica «la revisione della disciplina dei controlli a distanza, tenendo conto dell'evoluzione tecnologica e contemperando le esigenze produttive e organizzative dell'impresa con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore».
VANTAGGI PER I CO.CO.CO. Novità anche per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa: nell'emendamento del governo c'è l'introduzione «eventualmente anche in via sperimentale, del compenso orario minimo» anche a questa tipologia di lavoratori.
SODDISFATTO SACCONI. Il nuovo testo dell'articolo 4 della delega sul lavoro piace a Sacconi che ha espresso «piena soddisfazione»: «La nuova formulazione prevede un testo unico semplificato sulla disciplina complessiva dei rapporti di lavoro, sostitutivo dello Statuto dei lavoratori con particolare riguardo ai tanto discussi articoli 4, 13 e 18».
Con la delega c'è infatti «la revisione delle tutele nel contratto a tempo indeterminato (articolo 18)», come ha spiegato il relatore, secondo cui «la mediazione» è l'applicazione del contratto «a tempo indeterminato» a tutele crescenti «alle nuove assunzioni». E con indennizzo proporzionato all'anzianità e dunque senza il reintegro dell'articolo 18, «a regime sarà per tutti quello».

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