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LA NOVITÀ 17 Settembre Set 2014 1221 17 settembre 2014

Jobs Act, l'emendamento del governo

Sacconi: «Cancellato l'articolo 18 per i nuovi contratti a tempo indeterminato».

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Altro esponente del Nuovo centrodestra con un altissimo tasso di assenze è Maurizio Sacconi. L'ex ministro del Lavoro, secondo i dati di OpenParlamento, è settimo posto tra gli eletti di Palazzo Madama, è stato presente in Senato 1.195 volte su 3.763 (assenteismo del 68.24%).

Dopo l'incontro tra i partiti di maggioranza, il Jobs act comincia a prendere forma. Il 17 settembre, il governo ha presentato un suo emendamento di modifica all'articolo 4 del disegno di legge delega firmato dal ministro Giuliano Poletti e in discussione alla commissione lavoro del Senato, che prevede «per le nuove assunzioni» il «contratto a tutele crescenti in relazione all'anzianità di servizio».
L'obiettivo è far diventare questo strumento la modalità principale non solo dell'inserimento nel mercato del lavoro ma anche del reinserimento a tempo indeterminato.
In sostanza, si prevede che il lavoratore che conquisti un contratto a tempo indeterminato, sia giovane sia riassunto dopo una precedente occupazione, non abbia da subito diritto alle stesse tutele garantite dagli attuali contratti stabili, ma le ottenga gradualmente.
SACCONI: «PER I NEOASSUNTI CANCELLATO L'ART.18». Soddisfatto il presidente della commissione Lavoro Maurizio Sacconi. «Con la delega c'è la revisione delle tutele nel contratto a tempo indeterminato (l'articolo 18, ndr), la mediazione» è l'applicazione del contratto «a tempo indeterminato» a tutele crescenti «alle nuove assunzioni». Ci dovrebbe essere dunque «indennizzo proporzionato all'anzianità, ma non il reintegro» previsto dall'attuale statuto dei lavoratori. «A regime sarà per tutti quello», ha aggiunto Sacconi.
A margine del question time alla Camera Poletti ha specificato come ci sia «un legame tra l'introduzione del contratto a tutele crescenti e l'articolo 18». Su quest'ultimo, ha specificato il ministro, «prenderemo una decisione quando faremo i decreti attuativi». L'emendamento al Jobs act presentato dal governo «punta a rendere possibile una rapida approvazione del disegno di legge delega», ha dichiarato ancora.
I SINDACATI VERSO LA MOBILITAZIONE. I sindacati, invece, si preparano alla mobilitazione. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha chiesto al direttivo di dare mandato alla segreteria per valutare iniziative di protesta e per aprire una discussione con Cisl e Uil per possibili forme di mobilitazione unitaria, con al centro il lavoro. «Se ci sarà un intervento sull'articolo 18 dello statuto dei lavoratori la Uil reagirà, mettendo in campo tutte le opzioni sul tavolo: dallo sciopero fino al referendum abrogativo», ha incalzato il segretario generale Luigi Angeletti a margine del congresso dei metalmeccanici della Uilm.

Padoan: «Da oltre 40 a un massimo di una o due tipologie contrattuali»

Con l'emendamento il governo viene delegato anche a emanare, entro sei mesi, un «testo organico semplificato delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro», dopo aver compiuto un'analisi di «tutte le forme contrattuali esistenti» per valutarne la «effettiva coerenza con il tessuto occupazionale e con il contesto produttivo».
L'intenzione dell'esecutivo, come aveva anticipato il ministro dell'Economia Per Carlo Padoan nella trasmissione Porta a porta, è di ridurre il numero di tipologie contrattuali esistenti - «oggi sono più di 40, noi vogliamo avere uno solo o al massimo due contratti», ha detto il titolare del Tesoro - e «semplificare le norme».
FLESSIBILITÀ DELLE MANSIONI. Nell'emendamento del governo al Jobs act si introduce anche «una revisione» della disciplina dei controlli a distanza e delle mansioni, intervenendo così con la delega sugli articoli 4 e 13 dello Statuto dei lavoratori. Si va verso una «flessibilità» nelle mansioni, anche «per la tutela del posto di lavoro».
NASCE L'AGENZIA UNICA PER I CONTROLLI. Il disegno di legge delega introduce una Agenzia unica per le ispezioni di lavoro che integri «in un'unica struttura dei servizi ispettivi del ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell'Inps e dell'Inail, prevedendo strumenti e forme di coordinamento con i servizi ispettivi delle Asl e delle Arpa».
SALARIO MINIMO ESTESO AI CO.CO.CO. L'emendamento prevede infine l'estensione, «eventualmente anche in via sperimentale, del compenso orario minimo» applicabile ai lavoratori subordinati ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

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