Economia 17 Settembre Set 2014 1820 17 settembre 2014

Mediobanca vuole uscire da Rcs

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Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca. Prosegue la discesa di Mediobanca in Rcs. L'istituto di Piazzetta Cuccia si è portato al 6,2% del gruppo editoriale a fine giugno, secondo quanto emerge nei risultati di esercizio della banca. La posizione di Mediobanca all'assemblea di maggio di Rcs era dell'8,75%, diluitasi poi poco sotto l'8% in seguito alla conversione delle azioni risparmio. Ma è solo la prima mossa. Perché Mediobanca intende uscire del tutto da Rcs e Telco di cui possiede l'1,6% entro la fine dell'esercizio in corso a giugno 2015. La decisione è trapelata al termine del consiglio della banca guidata da Alberto Nagel che ha approvato l'esercizio 2014 - terminato a giugno - con un utile di 465 milioni, rispetto a perdite per 176 milioni un anno fa. Mediobanca è tornata al dividendo: 0,15 euro per azione. I ricavi sono stati di 1.819 milioni, in crescita del 12% e sopra le attese. Il risultato è inferiore alle attese, dopo rettifiche per 763 milioni. Nell'esercizio chiuso a giugno 2014 Mediobanca segna un risultato operativo in crescita del 17% a 1.0278 milioni. Il margine di interesse sale del 6% a 1.087 milioni, mentre le commissioni crescono del 3% a 424 milioni. L'apporto di Assicurazioni Generali (di cui Mediobanca ha il 13,2%) è passato da 17 a 261 milioni. VENDUTE PARTECIPAZIONI PER 840 MILIONI L'sucita da Rcs e Telco fa parte di una stretegia di alleggerimento delle partecipazioni della banca. Più in generale, infatti, Mediobanca ha ceduto partecipazioni azionarie per 840 milioni nel corso dell'esercizio 2013-2014, segnando plusvalenze per 240 milioni. Le cessioni hanno così già superato la metà degli 1,6 miliardi di dismissioni previste al piano Mediobanca per il 2016. L'istituto ha azzerato in particolare le partecipazioni in Gemina (206 milioni, con utili per 70 milioni), Saks (55 milioni, con utili per 29 milioni), Intesa Sanpaolo (60 milioni, con utili per 3 milioni) e i cashes Unicredit (148 milioni con utili per 42,8 milioni. La cessione per 24 milioni di azioni Rcs ha fruttato utili per 8 milioni.

Marco Tronchetti Provera dovrebbe essere confermato alla vicepresidenza di Mediobanca. VERSO UN CD A 18, UNA DONNA ALLA VICEPRESIDENZA In Mediobanca si va verso un consiglio di amministrazione a 18 componenti, dai 20 attuali, con l'ipotesi che uno dei due vice presidenti sia una donna. La riunione del patto che deve indicare la lista per il rinnovo del board è prevista il 29 settembre. Marco Tronchetti Provera potrebbe venir confermato alla vice presidenza. È poi possibile che ci sia una rotazione tra i manager interni della banca rappresentati in consiglio. Da statuto devono essere almeno cinque. Appare scontata, invece, la conferma in Cda, con l'A.d Alberto Nagel e il presidente Renato Pagliaro, anche del direttore generale Francesco Saverio Vinci. Nel board per la banca figurano oggi anche Maurizio Cereda e Massimo Di Caro. Tra le ipotesi di manager interni che potrebbero entrare in consiglio figura Alexandra Young (46 anni), responsabile delle risorse umane della banca. A designare una vice presidente donna in Mediobanca dovrebbe essere, secondo l'orientamento attuale, il primo azionista di Piazzetta Cuccia, Unicredit (8,7%). L'altro vice presidente dovrebbe venir proposto dal secondo azionista Vincent Bolloré (oggi al 7,5%, con ipotesi di stampa sia già salito all'8%) e l'imprenditore bretone potrebbe essere orientato a fare il nome dell'attuale vice presidente, Tronchetti Provera. LA SCELTA DI BOLLORÈ: TAREK BEN AMMMAR E DUE DONNE Bolloré, secondo le attese, dovrebbe poi indicare per il Cda anche Tarak Ben Ammar e due donne. Oggi esprime in consiglio anche Anne Marie Idrac e Vanessa Laberenne, e appare probabile così che vengano confermate. L'attesa è poi che anche Fininvest indichi un consigliere, dopo le dimissioni per incompatibilità di Pier Silvio Berlusconi. Si potrebbe trattare di un indipendente, hanno spiegato le stesse fonti. La lista di maggioranza del patto, secondo le attese, dovrebbe avere 18 nomi per portare all'elezione in consiglio di 17 componenti. L'altro consigliere sarà espressione delle minoranze (oggi nel board per le minoranze figura Giorgio Guazzaloca, indicato da Carisbo).

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