Economia 18 Settembre Set 2014 1811 18 settembre 2014

Fmi: ok Jobs Act di Renzi

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Christine Lagarde L'economia italiana subirà una contrazione anche nel 2014, con il pil in calo quest'anno dello 0,1%. Lo afferma il Fondo monetario internazionale (Fmi), rivedendo al ribasso la stima precedente (+0,3%). Il pil tornera' a crescere nel 2015 (+1,1%), per poi accelerare nel 2016 a +1,3%. Il -0,1% dell'economia nel 2014 segue il -1,9% del 2013 e il -2,4% del 2012.  Il debito italiano salira', toccando il picco, al 136,4% del pil nel 2014, per poi scendere progressivamente. Lo afferma il Fmi nell'Article IV sull'Italia, sottolineando che il debito pubblico si manterra' sopra il 130% fino al 2017 (135,4% nel 2015, 132,9% nel 2016 e 130,2 nel 2017), per poi scendere al 127,6% nel 2018 e al 124,7% nel 2019.  Il rapporto deficit-pil italiano si attestera' nel 2014 al 3,0%, per poi scendere al 2,1% nel 2015. Lo afferma il Fmi nell'Article IV sull'Italia, sottolineando che il deficit 2016 sara' all'1,1% e continuera' a calare fino allo 0,4% del 2019. DISOCCUPAZIONE IN CRESCITA. Il tasso di disoccupazione in Italia salira' quest'anno ai massimi dal dopo-guerra, al 12,6% dal 12,2% del 2013. Lo afferma il Fmi, sottolineando che la disoccupazione resterà a due cifre fino al 2017 (12,0% nel 2015, 11,3% nel 2016, 10,5% nel 2017). Per questo, per il Fondo, serve un'azione piu' radicale per creare di posti di lavoro.  La spendig review è uno «strumento importante», ma le analisi suggeriscono che ''ulteriori risparmi saranno difficili senza affrontare l'elevata spesa per le pensioni''. Lo afferma il Fmi nell'Article VI sull'Italia, sottolineando che ci sono spazi per migliorare anche la spesa sanitaria. «Il debito italiano è sostenibile ma soggetto a significativi rischi''. Lo afferma il Fmi, sottolineando che l'Italia resta «vulnerabile a una perdita di fiducia del mercato e al contagio finanziario. Per questo l'Italia potrebbe anche essere «'fonte di contagio per il resto del mondo». PROMOSSA L'AGENDA DI RENZI. Il Fmi promuove l'agenda ambiziosa di riforme del premier Matteo Renzi. «La loro risoluta attuazione è essenziale per creare lavoro, aumentare la produttivita' e aumentare il potenziale di crescita'' afferma il Fmi. ''Attuare le riforme strutturali simultaneamente e genererebbe significate sinergie di crescita. Un ulteriore aggiustamento rispetto ai piani delle autorità (fino allo 0,5% del pil a seconda della forza della ripresa) aiuterebbe a raggiungere un piccolo surplus strutturale nel 2015''. Lo afferma il Fmi nell'Article VI sull'Italia. Lo 0,5% del pil equivale a una correzione di circa 7,5-8 miliardi. La riforma del lavoro del governo Renzi va nella giusta direzione. Così l'Fmi, che spiega che l'Italia deve ''muoversi rapidamente sulle riforme''. Bene l'idea di un ''singolo contratto di lavoro. Con il 70% dei nuovi contratti a tempo determinato, ulteriore flessibilità ai margini fa poco per ridurre dualità e spingere investimenti». La legge elettorale e' importante per la crescita perche' aiuta il sostegno e l'attuazione delle riforme. Lo afferma il Fmi nell'Article Iv sull'Italia, annoverando la riforma della giustizia e del lavoro le altre centrali per l'Italia.

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