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BILANCIO 18 Settembre Set 2014 1414 18 settembre 2014

Perugia, l'Università per Stranieri in rosso

Perdite per 1,6 milioni di euro. Ma c'è un bando per due nuove assunzioni.

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I conti in rosso dell'Università per stranieri di Perugia preoccupano l'amministrazione accademica. Servono tagli drastici e il recupero della competitività con altri atenei. Nonostante la crisi finanziaria però si bandisce un concorso per assumere due nuove e molto costose figure amministrative di elevata professionalità.

I conti dell’Università per stranieri di Perugia sarebbero in profondo rosso. A riferirlo è stato il Corriere dell'Umbria.
Il 17 settembre Cristiano Nicoletti, direttore generale dell’ateneo di Palazzo Gallenga, ha reso noti i dati dell’esercizio 2013 prima al consiglio di dipartimento, poi al senato accademico e infine al consiglio di amministrazione.
A incidere in modo negativo sarebbero soprattutto i risultati delle gestioni passate. Ma ora la tenuta dell’università sarebbe a rischio proprio a causa delle numerose voci che risultano in rosso. E per scongiurare il rischio di fallimento dovrebbero essere presi provvedimenti importanti di spendig review. Senza considerare poi il pesante taglio del governo, pari a 442 mila euro, che ha aggravato la situazione finanziaria.
PUBBLICAZIONI AL MINIMO. L’ateneo è stato, infatti, penalizzato dalla Valutazione della qualità della ricerca (Vqr), il procedimento con cui si stima il livello dell’attività di ricerca dell'università in base alla produzione di pubblicazioni.
Il periodo preso in considerazione e risultato più povero di produzioni, va dal 2004 al 2010. La mancanza di 16 elaborazioni ha fatto così scendere l’indice qualitativo a -1: un esito sotto il minimo storico e ai livelli più bassi in Italia. E tutto ciò ha determinato il taglio dei finanziamenti da parte del ministero.
POCA ATTIVITÀ DEI DOCENTI. La responsabilità di tale situazione sarebbe da attribuire a quattro o cinque docenti, secondo quanto ha fatto sapere Palazzo Gallenga. La loro inattività rispetto agli impegni presi avrebbe penalizzato l’intera comunità scientifica.
Ma non è ancora tutto: guardando alle cifre dell’esercizio 2013, risulta un grave disavanzo di 1,6 milioni di euro.
In particolare, ammonta a 600 mila euro il deficit registrato dall’Alta scuola di lingua e cultura italiana, mentre quello del dipartimento è pari a 400 mila euro.
FORTE CALO DEGLI ISCRITTI. Non va meglio sul fronte delle entrate: per la governance è allarmante il forte calo di iscritti ai corsi di lingua con una perdita di oltre 500 mila euro. Invece i corsi di laurea perdono circa 250 mila euro. Preoccupa anche il fatto che gli studenti cinesi, speranza dell’ateneo fino a pochi anni fa, non si presentano all'appello in massa.
In quanto alla capacità di attrarre studenti orientali, Perugia è stata sorpassata sia dall'ateneo senese, ma anche da quello di Modena.
FALLITO IL PROGETTO AMERICANO. Nemmeno su altri fronti la situazione è migliore: durante la seduta del 17 settembre in senato è stata disposta la revoca delle precedenti deliberazioni sulla Fondazione della Stranieri a New York, un progetto aperto da un paio di anni, ma che non ha dato i risultati sperati.
Eppure era solo il 4 luglio del 2013, quando il rettore Giovanni Paciullo annunciava trionfante l’apertura nella Grande Mela, presso il prestigioso Istituto Calandra, di una sede dell’università con la creazione di una apposita Fondazione.
TAGLI PER 800 MILA EURO. Appurato lo stato di difficoltà, è ora necessario adottare delle misure per rimediare: nell’immediato si è parlato di tagli per oltre 800 mila euro e il rettore ha annunciato la convocazione per ottobre di una conferenza di ateneo per valutare come sopravvivere.
Alle cifre davvero problematiche, si aggiungono i malumori. I drastici provvedimenti avrebbero creato un clima difficile all’interno del Palazzo come hanno segnalato sia gli amministrativi sia i docenti.
DUE INCARICHI DA ASSEGNARE. Quindi tempi duri per l'università ma non per tutti: è stato infatti indetto un concorso per due figure di categoria Ep (elevata professionalità) in ambito amministrativo, il massimo grado prima della dirigenza che, per volontà dell’ex rettore Stefania Giannini, non è prevista nell’organigramma dell'ateneo, se non per la direzione generale.
La scelta di spendere denaro per due incarichi amministrativi molto costosi, in piena tempesta finanziaria, non è piaciuta a molti. Insomma, altra benzina sul fuoco di una situazione già tesa.

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