Economia 19 Settembre Set 2014 0900 19 settembre 2014

Alibaba, matricola dei record

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Jack Ma è il fondatore di Alibaba. Il conto alla rovescia per il debutto a Wall Street di Alibaba, la società di e-commerce fondata nel 1999 dall'imprenditore cinese Jack Ma, è finito. La campanella sul floor di New York per il titolo che ha scelto Baba come nome è suonata il 19 settembre, il prezzo è stato fisssato nella serata del 18 settembre a 67 dollari per azione e sono stati raccolti 21,7 miliardi di dollari al collocamento. E al debutta a Wall Street non ha deluso: i titoli hanno aperto il 19 settembre a a 92,20 dollari, al di sopra dei 68 dollari fissati nell'initial public offering (+45%) Un'occasione per i grandi e piccoli investitori che possono provare a guadagnare anche dopo l'Ipo (leggi qui come fare ad acquistare il titolo), ma soprattutto una nuova pagina della storia delle Borse. Perché Alibaba è una quotazione da record, la più grande di sempre. Economiaweb.it ha messo in fila tutti i numeri della matricola in attesa del debutto. 1. SUL MERCATO 320,1 MILIONI AZIONI ORDINARIE La quotazione è prevista al listino principale Nyse di New York e l'offerta è di 320,1 milioni di azioni ordinarie (il 13% del totale), che verosimilmente andranno a ruba. I singoli investitori, possono comprarle solo se prima del debutto (19 settembre) hanno un conto titoli Internet negli Stati Uniti, con un depositato capiente per inoltrare l'ordine. Secondo le previsioni degli analisti è molto difficile acquistare i titoli il giorno del debutto per l'enorme massa di richieste attesa. A vendere sono sia il presidente Jack Ma (12,75 milioni di azioni per un massimo di 841 milioni di dollari) sia il vice Joseph Tsai (4,25 milioni di azioni per un valore massimo di 280 milioni di dollari). La quota principale però è  ceduta da Yahoo!, oggi azionista al 22% del gruppo cinese. Solo un terzo dell'offerta entrerà nelle casse della società che ha lanciato un offerta pubblica di sottoscrizione per 123 milioni di azioni su 320 dell'offerta globale. Per il collocamento di Alibaba sono state ingaggiate Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, JPMorgan, Morgan Stanley e Citigroup, mentre Rothschild come l'advisor indipendente scelto dalla società per la quotazione. 2. IL PREZZO A 67 DOLLARI, VALE 167,7 MILIARDI Il colosso cinese dell'ecommerce ha fissato a 68 dollari il prezzo delle sue azioni, una cifra con la quale è valutata 167,7 miliardi di dollari, ovvero più di eBay, Twitter e LinkedIn insieme. Con l'ipo Alibaba raccoglie 21,77 miliardi di dollari, divenendo la maggiore ipo della storia americana. Al debutto il titolo è già volato a un valore di 200 miliardi di dollari.

Uno dei magazzini merci di Alibaba. 3. LA VALUTAZIONE È DI 17 VOLTE I RICAVI GENERATI NEL 2013 Prendendo in considerazione i prezzi fissati nella forchetta pre Ipo, la società è stata valutata 17 volte i ricavi dell’ultimo esercizio contro una media di 1,96 volte Amazon e le 3,92 volte di EBay per citare i colossi e-commerce americani. Se si guarda alla Cina, invece, la valutazione di Tencent Holding è stata di 13,5 volte le vendite e quella di Baidu di 12,2 volte. L’utile pera azione del 2013, dopo l’aumento di capitale che porta al collocamento è di 1,23 dollari per azione e secondo gli analisti, promette di crescere a due cifre 4. NESSUN DIVIDENDO ANCHE SE IN CASSA CI SONO 9 MILIARDI DI LIQUIDITÀ Alibaba ha 9 miliardi di liquidità, dalla fondazione del 1999 ad oggi la società non ha mai pagato un dividendo, e nel prospetto del collocamento si dice espressamente che, anche dopo la quotazione, il gruppo non ha in programma di pagare delle cedole: va in Borsa per finanziare la crescita. 5. IN AZIENDA LAVORANO 20.884 PERSONE A TEMPO INDETERMINATO Secondo quanto ha dichiarato Alibaba nel prospetto, a fine 2013 dava lavoro a 20.884 persone a tempo indeterminato, la maggior parte delle quali in Cina. Oltre un terzo della forza lavoro di Alibaba sono ingegneri (7.306 persone), segiono i venditori e gli adetti al marketing (5.189 persone), gli operatori del web (2.781), gli addetti al servizio alla clientela (2.241), i product manager e i designers (1.491) e tutti gli altri dipendenti (1.876 persone ) tra amministrazione logistica, sicurezza, segreteria e tutte le mansioni che mandano avanti un'azienda. I partner della società sono 28 di cui 18, insieme a Jack Ma, provengono dal nucleo di fondatori.

Il nome è stato scelto dal fondatore Jack Ma come beneaugurante. 6. HA 231 MILLIONI DI CLIENTI, l'80% È CINESE Alibaba ha dichiarato di avere 231 milioni i clienti attivi in più di 190 Paesi a giugno 2014. IL numero cresce in modo esponenziale. La prova è che erano 185 milioni a fine 2013 e il gruppo conta entro la fine del 2014 di avere 279 milioni di clienti attivi, il 51% in più rispetto al dicembre 2013. Gli utenti del sito sono grandi compratori, in media fanno 49 acquisiti all'anno. Circa l'80% dei clienti di Alibaba è basato in Cina dove ci sono ben 603 milioni di utenti internet, è il mercato più grande del mondo. Di questi di cui 500 mila operano via telefono, e più della metà fa shopping online. L'abbigliamento rappresenta la maggior parte delle vendite online, con il 35% del totale, mentre l'intrattenimento e l'istruzione sono al secondo posto con il 20%. 7. IL FONDATORE JACK MA È PIÙ RICCO DELLA CINA: 21,8 MLD DI PATRIMONIO Jack Ma, 50 anni, fondatore e presidente di Alibaba, è il più ricco della Cina cinese con una fortuna stimata in 21,8 miliardi di dollari. Il magnate cinese ha superato sia Ma Huateng, fondatore di Tencent Holdings, la maggiore società internet cinese per valore di mercato, sia Robin Li, fondatore del motore di ricerca Baidu. Fondatore, presidente esecutivo e azionista del gruppo con l'8,9%; possiede una quota del 46% del sistema dei pagamenti di Alipay. È il primo imprenditore cinese ad essere apparso sulla copertina di Forbes. Ha guidato il gruppo fino al 2013 con incarichi operativi, poi ha fatto un passo indietro e ha assunto il ruolo di presidente esecutivo. In Cina è famoso con il nome di Jack il pazzo: per i dieci anni della fondazione di Alibaba si è vestito come una rockstar degli anni Ottanta, indossando strane parrucche. Ha scelto lui il nome della società: lo ha preso da Ali Baba che ha aperto la grotta per accedere al tesoro pronunciando le parole «apriti sesamo». Per Jack Ma, Alibaba avrebbe dvoute aprire le porte di Internet alla Cina, portandola verso il mondo e il commercio. Adesso ha aperto anche quelle di Wall Street.

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