Matteo Renzi 140825220232
MAMBO 19 Settembre Set 2014 0901 19 settembre 2014

Renzi con l'art. 18 toglie alibi agli imprenditori

Matteo deve continuare la rivoluzione. Nonostante sindacati e magistrati.

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Matteo Renzi, presidente del Consiglio italiano.

Quello che colpisce nell'atto giudiziario contro il papà di Renzi è la sua assoluta prevedibilità. Nel mio piccolo avevo scritto che Renzi era sotto tiro da parte di alcune procure. Il giorno in cui il premier difese il vertice dell'Eni e mantenne l'intenzione di ridurre le ferie dei magistrati dissi a un mio amico renziano con lui al governo: «Vi arresteranno tutti». Andrà a finire pressappoco così.
L'ACCANIMENTO DELLA MAGISTRATURA. Sul premier, sui suoi seguaci e ormai sulla sua famiglia si scatenerà l'inferno. Non so quanto gioverà all'immagine della magistratura questo accanimento reiterato verso un uomo di governo che vuole mettere mano all'assetto e ai privilegi nei palazzi di giustizia. So ormai che ogni apparato, Casta, potentato non vuole parlare più alla grande opinione pubblica, ma si rivolge a una fetta ristrettissima che considera propria, cioè i magistrati e al mondo di Travaglio.
Assisteremo quindi alla banalità di uno scontro fra il potere politico e un pezzo di magistratura ridotta all'ultimo combattente giapponese, tutto sotto gli occhi di piccole tifoserie contrapposte.
OMBRE GRECHE SULL'ITALIA. Ci rimetterà l'Italia, questa Italia che non produce più niente di significativo, che si fa tirare per le orecchie dall'Europa e dalla Banca mondiale, un'Italia che vede avvicinarsi sempre più il destino greco.
Renzi continua a essere per molti, e anche per me, l'ultima occasione o, se preferite la citazione cinematografica, l'ultimo spettacolo. Ha messo in campo tutto: l'avversione verso la vecchia sinistra e i sindacati, l'ostilità verso la burocrazia, il non rispetto verso i guru dell'informazione, il non temere di mettere mano allo Statuto dei lavoratori.
In pratica sta rifiutando di apparire «bello». Dentro di sé forse pensa che lo diventerà solo se farà cose rivoluzionarie. E considerandosi in fase rivoluzionaria moltiplica i gesti, si circonda di gente adorante, annuncia e promette a rotta di collo.
L'ULTIMA SCOMMESSA. Il suo è un gioco rischioso, probabilmente l'unico possibile. In un Paese che sta diventando sempre più nano politicamente, economicamente e culturalmente si merita il dibattito sull'articolo 18. Non troverete un solo imprenditore serio che vi parlerà di una riforma indispensabile, ma neppure un sindacalista serio che sosterrà che dall'articolo 18 passa il tema delle libertà sindacali.
È la classica battaglia d'immagine che sarà sanguinosa, non cambierà di un nulla la condizione degli italiani ma che, per tanti aspetti, è bene che si faccia: così gli imprenditori non avranno più alibi nel tentare nuove strade e i sindacati usciranno da questa palude in cui stanno morendo e con loro tutti i lavoratori soprattutto quelli che un lavoro non sanno neppure cosa sia.
Questo Renzi all'arma bianca è forse l'unico possibile. I puristi della politica storceranno il naso, quelli di sinistra vedranno confermati i loro peggiori sospetti, gli eurocrati sogneranno grisaglie blu. Dentro le quali però ci sono i Monti, cioè niente.

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