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SCANDALO 21 Settembre Set 2014 1818 21 settembre 2014

Eni, Descalzi: «Non sono un disonesto»

L'amministratore delegato: «Non ho mai preso soldi, in Nigeria decise Scaroni».

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Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni.

L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha deciso di sfogarsi: «Adesso basta. Voglio gridarlo al mondo che non sono un disonesto. Dopo una vita nel petrolio, sempre alla larga da giri loschi, non mi fa dormire di notte l'idea di venire associato a un Bisignani o agli altri trafficanti con cui non ho nulla a che spartire. Proprio ora che stavo cambiando tutto all'Eni, dopo i nove anni della gestione Scaroni». Le sue parole sono state raccolte da Repubblica sull'indagine nei suoi confronti per corruzione internazionale nell'ambito dello scandalo Nigeria.
BISOGNO DI LAVORARE. «Davvero chi mi conosce può pensare che io resti attaccato a quella poltrona? Certo» si è sfogato l'ad con Gad Lerner che lo ha incontrato nella sede di Metanopoli (Milano) «non posso permettermi di smettere di lavorare, io. A differenza di chi mi ha preceduto, guadagno bene ma non sono né miliardario né milionario. Non ci fosse di mezzo un procedimento penale cui rispondere, e la reputazione dell'Eni oltre che mia personale, me ne sarai andato già altrove. Un posto, per quanto meno importante, me l'ero già trovato a Londra, prima della nomina».
IL BLOCCO 245. Agli amici Descalzi avrebbe confidato, ha scritto Lerner, che «fu Scaroni a parlarmi della possibilità di acquisire l'ottimo blocco 245 in Nigeria. Chiarii subito che era un ottimo giacimento, ma che se c'era di mezzo Etete non si poteva fare. Scaroni poco dopo mi invitò a casa sua e mi fece incontrare Bisignani. Anche le successive conversazioni con Bisignani passarono dal telefono di Scaroni. Era il mio capo... Da mesi io non prendo più le chiamate di Scaroni, qui dentro sto cambiando tutto».

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