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il summit 21 Settembre Set 2014 1039 21 settembre 2014

G20: «La ripresa è incerta», al via infrastrutture per la crescita

A Cairns approvato il piano Ocse contro l'evasione fiscale a livello globale.

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I ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali del G20 riuniti a Cairns, in Australia.

La ripresa economica mondiale procede «incerta», e manca la velocità necessaria per creare i necessari posti di lavoro, mentre «gli investimenti sono cruciali per rafforzare la domanda e spingere la crescita». Lo ha affermato con il comunicato finale il G20 riunito a Cairns, in Australia, dove i 20 paesi più industrializzati si sono riuniti per affrontare i temi caldi della crisi economica globale, impostando nuovi obiettivi per la crescita e lanciando una nuova iniziativa per le infrastrutture. Si tratta del Global Infrastructure Initiative, un enorme database per aiutare gli investitori a scoprire e partecipare a progetti in tutto il mondo, attraverso una piattaforma condivisa.
OBIETTIVO PIL A +1,8% IN 5 ANNI. I 20, inoltre, dicono di essere vicini all'obiettivo di spingere il Pil globale dell’1,8% ovvero oltre duemila miliardi nei prossimi 5 anni e si concentreranno sulle infrastrutture per raggiungere quel traguardo.
Un argomento chiave è stato la deflazione, sul quale si è intravista una critica alla Bce: «La politica monetaria nelle economie avanzate», si legge ancora nelle conclusioni, «continua a sostenere la crescita e dovrebbe affrontare, in modo tempestivo, le pressioni deflazionistiche, dove necessario, in linea con il mandato delle banche centrali».
LA BCE: «CONTINUA DEBOLEZZA DELLA DOMANDA». «I partner», si è difeso Benoît Coeuré, membro del board della Banca centrale, «hanno dato vasto supporto alle misure varate dalla Bce. Nessuno ci ha chiesto di fare di più, e in ogni caso è troppo presto per dire se siano necessarie misure aggiuntive», ribadendo che «la persistente debolezza della domanda è il tema centrale».
UN PIANO CONTRO L'EVASIONE FISCALE. A Cairns è arrivato anche il via libera al piano contro l'evasione fiscale proposto dal'Ocse, che - ha spiegato Il segretario generale dell'Ocse Angel Gurria - intende soprattutto colpire quelle multinazionali, come Google, Apple e Amazon, che utilizzano strategie fiscali per eludere il fisco nazionale. «Questo è il passo più importante per modernizzare i sistemi fiscali nei prossimi 100 anni».
37 MILIARDI DI FONDI. Secondo Gurria gli sforzi per evitare l'elusione fiscale globale hanno già identificato 37 miliardi di euro di programmi per condividere informazioni fiscali da parte di 24 paesi e «altro ancora» succederà in futuro. L'obiettivo à quello di contrastare le «pratiche aggressive che erodono la base imponibile e spostano artificialmente gli utili verso giurisdizioni a basso carico fiscale».
PADOAN: «ECONOMIA A RISCHIO». Secondo il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan «dal G20 è emersa la consapevolezza che l'economia globale rischia di frenare» ma «l'Italia ha identificato con chiarezza una propria strategia, mettendo in cima all'agenda le riforme strutturali indispensabili per migliorare la competitività, l'attrattività e il clima economico».
SCAMBIO DI INFORMAZIONI. Padoan ha inoltre detto che è stato approvato in sede di G20 il piano di attuazione dello standard globale per lo scambio automatico di informazioni tributarie, sviluppato in combinazione con l'OCSE per contrastare l'evasione fiscale. I paesi del G20 cominceranno a scambiare informazioni tributarie in modo automatico tra loro e con paesi terzi tra il 2017 e il 2018. «Un esempio di riforma strutturale su scala internazionale: nuove regole che cambiano i comportamenti e producono risultati tangibili». Così il ministro dell'Economia, Padoan , a margine del G20 di Cairns in Australia, ha commentato, sottolineando «il grande rilievo» del piano per lo scambio automatico di informazioni tributarie tra i paesi del G20.

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