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ECONOMIA 22 Settembre Set 2014 1900 22 settembre 2014

Gran Bretagna, tsunami Tesco: sbaglia conti e crolla in Borsa

La compagnia sovrastima gli utili e brucia 2 miliardi: sospesi quattro dirigenti.

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Una pompa di benzina Tesco.

Un terribile tsunami economico-gestionale si è abbattuto su Tesco, il colosso britannico dei supermercati.
La compagnia ha annunciato di aver sovrastimato gli utili del primo semestre per ben 250 milioni di sterline, pari a 317 milioni di euro, e di aver quindi avviato un'indagine sulle procedure contabili interne.
In precedenza le stime sui risultati operativi del colosso della distribuzione erano sugli 1,1 miliardi di sterline ( oltre 1,4 miliardi di euro).
CROLLO IN BORSA. Immediata la ripercussione alla Borsa di Londra, dove il titolo a fine giornata ha chiuso a -11,59%, 'bruciando' così 2,2 miliardi di sterline.
SOSPESI QUATTRO TOP MANAGER. Mentre la finanza bruciava questi miliardi in meno di 24 ore l'amministratore delegato, Dave Lewis, ha sospeso quattro dei suoi top manager più importanti.
Secondo le indiscrezioni dei media britannici, fra loro ci sarebbe il direttore generale per il Regno Unito, Chris Bush e anche il direttore finanziario, Carl Rogberg.
REVISIONE DI DELOITTE. Ora sarà la società di revisione Deloitte a far luce sull'accaduto e a cercare di capire quanto l'impatto di questo gravissimo errore potrebbe incidere sui risultati annuali del colosso.
Lo scandalo inoltre ha rivelato tutta una serie di problemi del gruppo che appare in una situazione problematica, lontano dai risultati record degli anni scorsi.
VENDITE IN CALO. La compagnia stava operando senza un responsabile finanziario: il rimpiazzo di quello precedente sarebbe arrivato fra qualche settimana.
A questo si devono aggiungere le vendite in calo, i profit warning e il prezzo delle azioni ai minimi degli ultimi dieci anni.
Tesco sta soffrendo un declino sul suo mercato dovuto alla forte concorrenza di catene discount come Aldi e Lidl, che hanno conquistato una crescente popolarità.
L'ex amministratore delegato del gruppo britannico, Philip Clarke, ha lasciato il suo posto nel luglio 2014 dopo il tentativo, finito male, di rilanciare la società.

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