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ECONOMIA 22 Settembre Set 2014 1215 22 settembre 2014

Nuovo Pil, Istat: deficit 2013 fermo a 2,8%

Nei nuovi calcoli l'indebitamento netto s'è ridotto di circa 2 miliardi di euro con il sistema Sec2010.

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L'Istat ha rivisto i dati sul Pil del 2013 secondo metodo Sec2010.

Il rapporto deficit-Prodotto interno lordo 2013 migliora di 0,2 punti, fermandosi al 2,8%, invece che al 3,0% risultato dalle precedenti stime.
È il risultato dei ricalcoli fatti dall'Istat, in base al nuovo sistema europeo dei conti, Sec2010, in vigore da settembre e che aggiorna il metodo ideato nel 1995. In valore assoluto l'indebitamento netto si riduce di circa 2 miliardi.
NUOVO CONTEGGIO. In particolare, la riduzione del rapporto deficit-Pil ha risentito del cambiamento delle regole sugli swap, relative ai derivati, che fuoriescono dal conteggio valido ai fini Ue e per la procedura di deficit eccessivo.
I «flussi di interessi relativi a operazioni in strumenti finanziari derivati sono ora considerati operazioni di natura finanziaria e i relativi effetti non sono più contabilizzati negli interessi passivi», ha spiegato l'Istat. E ha aggiunto: «Nella versione attuale questi ultimi sono, quindi, depurati dell'effetto netto connesso alle operazioni in derivati, con effetti variabili sui singoli anni».
PIL RIVISTO DALL'ISTAT. Sempre secondo le rilevazioni dell'Istituto nazionale di statistica, il tasso di variazione del Pil in volume del 2013 non cambia, restando pari al -1,9%.
Rispetto ai dati diffusi a marzo 2014, calcolati sulla base del 'vecchio' sistema dei conti nazionali, il livello del Pil nominale per l'anno 2013 è stato rivisto al rialzo del 3,8%.
Per spiegare la diversità dei dati, l'Istata ha chiarito che l'ammontare del Pil nominale aumenta per tutti gli anni considerati, mentre gli scarti tendono ad 'annullarsi'.
RIDOTTO IL DEBITO. Per quanto riguarda la pressione fiscale del 2013, poi, l'Istat ha sottolineato che s'è ridotta di 0,5 punti percentuali, passando al 43,3% dal 43,8%.
Il debito pubblico 2013, ricalcolato secondo il nuovo sistema europeo, si è attestato al 127,9% del Pil, rispetto al 132,6% calcolato secondo il vecchio sistema.
Su quest'ultimo punto, l'Istat ha precisato che le statistiche sono state curate dalla Banca d'Italia e ha spiegato che «maggiori informazioni saranno disponibili con il Supplemento Finanza pubblica, fabbisogno e debito del 14 ottobre».
SU IL LIVELLO AI PREZZI DI MERCATO. Per effetto del processo di revisione straordinaria, ha fatto sapere sempre l'Istituto nazionale di statistica, il livello del Pil ai prezzi di mercato è aumentato, rispetto alla stima diffusa precedentemente di 58,880 miliardi per il 2013 (+3,8%).

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