Economia 23 Settembre Set 2014 1747 23 settembre 2014

Ilva: la scissione e poi gli indiani

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Lo stabilimento Ilva di Taranto Per Piero Gnudi, commissario straordinario Ilva, e Federica Guidi, ministro dello sviluppo economico, la strada per salvare l'Ilva passa dalla scissione della società in due: la bad company e la new company. I debiti, il personale, il contenzioso ambientale e l'avvio delle bonifiche, secondo la proposta Gnudi, saranno messi nella bad company, mentre tutto il resto sarà acquistato da una società indiana, che sia Jindal o i franco indiani Arcelor Mittal. Il piano Guidi è stato messo sotto accusa dal coportavoce dei Verdi, Angelo Bonelli, che ha fatto una denuncia ecologista perché il piano non prevede un risanamento ambientale, nessuna bonifica (a Taranto l'incidenza dei tumori è del +54% e la mortalità infantile è del +21% rispetto alla media pugliese). LA SFIDA A DUE TRA ARCELOR MITTAL E JINDAL Ma il tema non è solo ambientale: con la bad company sarà dato il via libera anche ad un'enorme quantità di esuberi e quindi licenziamenti. Ed è per questo che la new company fa tanto gola ai compratori stranieri. Tanto che a sfida per la conquista dell'acciaio tricolore è entrata nella sua fase cruciale. Una delegazione di otto tecnici dell'azienda siderurgica indiana Jindal, che all'inizio del mese ha manifestato interesse per l'acquisto dell'Ilva, è arrivata in Italia per visitare lo stabilimento di Cornigliano e Novi Ligure, e di Taranto, prima di chiudere nel quartier generale del gruppo Ilva, a Milano. Ed è decisa a dare battaglia fino alla fine, tenuto conto che l'altro colosso in gara, i francoindiani di ArcelorMittal non sembrano per alcun motivo disponibili a mollare la presa e preparano l'incontro con il governo. Il gruppo Jindal è già noto al governo Rensi perché è in corsa per l'acquisizione degli impianti Lucchini di Piombino. E c'è chi dice che nella corsa indiana a due potrebbe iserirsi il terzo incomodo: gli arabi di Emirates, ma per ora non c'è conferma o smentita in merito a questa offerta e nemmo rispetto a quella di un possibile compratore brasiliano.

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