Economia 23 Settembre Set 2014 1342 23 settembre 2014

Mi faccio l'hedge con i soldi di papà

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Warren Buffett ha impiegato anni a convincere il figlio Howard a entrare in Berkshire Hathaway. Si dice che i figli seguano l’esempio dei padri. E che di solito gli eredi di una dinastia miliardaria cercano di conservarla nei secoli dei secoli. Poi arrivano gli eredi del magnate del petrolio Rockfeller che hanno costruito la loro fortuna sul petrolio e fanno una capovolta a 360 gradi: sono pronti a spostare oltre 860 milioni di dollari verso le energie rinnovabili. L'annuncio è stato dato all'apertura della conferenza internazionale di New York il 22 settembre: «L'operazione ha una dimensione morale, ma anche economica». E non è un caso. Perché se si guarda è un finanziere, il fondatore di una banca o di un colosso del private equity non stupisce che le ambizioni di chi viene dopo siano alte e non necessariamente legate al businesse di famiglia. Si riassume così la tendenza che sta prendendo piede negli Stati Uniti, dove i rampolli delle grandi famiglie americane - finora tutti maschi, nessuna ragazza - decidono sempre più spesso di buttarsi nell’alta finanza, in particolare quella speculativa, fondando propri hedge fund. Ecco le loro storie. «MI MANDA PAPÀ» NON È PIÙ COOL Avere alle spalle famiglie di miliardari non è una garanzia di successo: secondo Harold James, professore di storia economica e finanziaria alla Princeton University, «lo spirito imprenditoriale sbiadisce da una generazione all’altra» e c’è un forte rischio di fallimento, dato che, stando ai dati di Hfr, quasi il 10% degli hedge fund chiude ogni anno. La domanda sorge spontanea, non sarebbe più facile entrare nell’attività dei genitori? Esempi ce ne sono molti. L’Oracolo di Omaha Warren Buffett ha più volte detto che suo figlio Howard, sebbene ancora recalcitrante, alla fine prenderà il suo posto alla guida dell’impero finanziario, Berkshire Hathaway, mentre Maurice Greenberg, ex amministratore delegato del colosso assicurativo American International Group (Aig, quello salvato dal Governo durante la crisi con un maxi prestito da oltre 180 miliardi di dollari) ha piazzato i due figli alla guida di altrettante società dello stesso settore. Invece no. La nuova generazione di ereditieri della finanza vuole fare da sé e scommettere in prima persona, pur attingendo al patrimonio dei genitori per compiere il primo passo.

Andrew Marks, 28 anni, figlio del miliardario Howard fondatore di Oaktree Capital group. IL FONDO HEDGE PER GESTIRE IL DENARO DI FAMIGLIA In ordine cronologico, gli ultimi due che ci stanno provando sono Andrew Marks, 28 anni, figlio del miliardario Howard Marks, fondatore di Oaktree Capital Group, società di investimento con asset gestiti per oltre 90 miliardi di dollari, e Jordan Moelis, figlio di Ken Moelis, fondatore dell’omonima banca quotata di recente a Wall Street. Marks ha fatto sapere a investitori ed esperti del settore finanziario di puntare a raccogliere fino a 200 milioni di dollari - che il denaro sia quello del padre e di altri amici e parenti è un dettaglio - per lanciare, quest’anno o nel 2015, Anicca, hedge fund che deve il nome al concetto buddista della provvisorietà. Jordan Moelis, ex compagno di classe di Marks alla University of Pennsylvania, prevede di lanciare il proprio fondo nel primo trimestre 2015. Ken Moelis sarà tra gli investitori, ma non avrà quote della nuova società. TANGER: DAI CENTRI COMMERCIALI ALLA FINANZA E non stati i primi. Schuster Tanger, rampollo della famiglia che ha fondato la catena di centri commerciali Tanger Factory Outlet Centers, e il 32enne Till Bechtolsheimer, che ha ricevuto un impegno di finanziamento decennale da 200 milioni di dollari dal nonno Karl-Heinz Kipp, il miliardario fondatore della catena di department-store tedesca Massa. Bechtolsheimer ha battezzato il suo hedge fund Arosa Capital Management, dal nome della cittadina svizzera nel cantone dei Grigioni dove risiede la sua famiglia. Anche in passato qualcuno ci aveva provato, come Wayne Cooperman, che nel 1995, a 28 anni, aveva lanciato un fondo con un investimento passivo da parte del padre, il fondatore di Omega Advisors Leon Cooperman. Oggi il suo hedge fund gestisce asset per circa 2 miliardi di dollari. LA SFIDA DI FINK A BLACKROCK Qualcuno deve fare i conti con nomi molto ingombranti e fatica a fare quadrare i conti. È il caso di Joshua Fink, figlio del fondatore del maxi fondo BlackRock Laurence Fink: il suo hedge fund, Enso Capital Management è stato lanciato nel 2002 con un investimento di minoranza da parte del padre. Dopo avere fatto bene per alcuni anni, ha poi subito una dura battuta d’arresto e sta ora pensando di investire in forma privata. Ha invece mollato il colpo ancora prima di iniziare Brett Icahn, 35 anni, figlio dell’investitore attivista Carl Icahn: aveva pensato di lanciare un fondo attingendo al contante di Icahn Enterprises, ma ha poi preferito abbandonare l’idea e restare nella società del padre. «Nessuno ha un Dna divino. Ci sono oltre 10.000 hedge fund che competono sullo stesso terreno e tutti cercano di emergere», ha detto Nathan Anderson, direttore di Tangent Capital.

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