Arab Bank 140923114518
SENTENZA 23 Settembre Set 2014 1150 23 settembre 2014

Terrorismo, Arab Bank condannata in Usa

Per il tribunale di Brooklyn la banca è colpevole di aver dato sostegno a chi compie attentati contro Israele.

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Arab Bank è uno dei più importanti istituti di credito del Medio Oriente e ha sede in Giordania.

Anche i terroristi hanno una banca. L'Arab Bank è stata, infatti, condannata da un tribunale federali di Brooklyn, per aver fornito consapevolmente sostegno a diverse organizzazioni che nei primi anni del 2000, come Hamas, si sono rese responsabili di attacchi contro Israele.
L'istituto di credito, uno dei principali del Medio Oriente con sede in Giordania e che vanta attività del valore di circa 46 miliardi di dollari, è stato al centro di un lungo processo durato oltre un mese. E il cui verdetto ha richiesto due giorni di lavoro alla giuria. Finché è arrivata la condanna per aver sostenuto organizzazioni terroristiche, come ha riportato il quotidiano New York Times.
COLPO AI TERRORISTI. Il verdetto, ora, è destinato ad avere un forte impatto nel settore e gli esperti Usa hanno previsto che la vicenda dell'Arab Bank - che nel frattempo ha precisato di voler ricorrere in Appello - possa servire come deterrente per quelle banche che fanno affari con i terroristi nelle zone a rischio (il risarcimento danni deve essere deciso in un nuovo processo).
A portare in giudizio la banca giordana sono stati i parenti di circa 300 vittime di 24 attacchi terroristici realizzati da Hamas e che avevano puntato il dito contro Arab Bank accusandola di sostenere l'organizzazione gestendo i pagamenti della formazione.
FUORI DALLA FINANZA USA. «Certe organizzazioni», ha spiegato Gary Osen al quotidiano americano, «sono in grado di operare perché realtà come Arab Bank hanno chiuso un occhio sui loro affari».
L'ex analista finanziario al terrorismo per il Tesoro Usa, Jonathan Schanzer, ora vicepresidente per la ricerca della Fondazione per la difesa delle democrazie ha spiegato il valore della condanna, chiarendo come «nessuna banca vorrebbe essere tagliata dal settore finanziario di Washington» e proprio grazie alle scelte dei tribunali certi istituti di credito «stanno cominciando a valutare attentamente se accettare certe operazioni» da parte di persone e gruppi legati al terrorismo.

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