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IN VIA PO 24 Settembre Set 2014 1259 24 settembre 2014

Bonanni, pensione da 4.800 euro

Giallo sulle dimissioni. Ma lui replica: «Prendo meno di un caporedattore».

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Raffaele Bonanni (Cisl).

Raffaele Bonanni, dopo otto anni, lascia la segreteria della Cisl. A qualche mese dalla scadenza del mandato (nel 2015 a 66 anni). Nel bel mezzo della guerra sull'articolo 18. E con una pensione di tutto rispetto, che è destinata a fare discutere: 7 mila euro lordi al mese, 4.800 netti. «Prendo meno di un caporedattore», ha replicato lui.
LE RAGIONI DI BONANNI. Le motivazioni dell'addio, almeno quelle ufficiali, il segretario le ha spiegate prima al Tg1 e poi in un'intervista ad Avvenire. «Dalla società sale una richiesta di rinnovamento e io ho deciso di raccoglierla accelerando il rinnovamento della Cisl, dimettendomi da segretario generale», ha detto Bonanni smentendo categoricamente che alla base delle dimissioni ci sia l'odore della sconfitta. «Il sindacato e la Cisl tantomeno non sono sconfitti. Anzitutto perché le guerre non si vincono o si perdono in un paio di battaglie. E poi soprattutto perché la Cisl è sempre rimasta fedele alla sua ispirazione ideale, sapendola però coniugare in maniera realistica e pragmatica in un mondo come quello del lavoro in costante cambiamento».
DOSSIER E LETTERA ANONIME. Eppure in via Po circolano voci che raccontano una storia diversa. Secondo La Repubblica contro di lui sarebbero stati riesumati «vecchi veleni, dossier e lettere anonime». E non sono certo passati inosservati i 4.800 di pensione che l'ormai ex segretario si porterà a casa. Stessa lettura la dà Il Messaggero che ricorda gli scontri interni alla Cisl e le critiche alla segreteria di Bonanni. Tutte contenute in un documento interno in cui i vertici del sindacato avrebbero fatto pressioni per le dimissioni anticipate.
A quanto risulta a Lettera43.it, però, la minoranza del sindacato è stata azzoppata negli anni dallo stesso Bonanni. Difficile dunque che dietro alle dimissioni del segretario ci si sia una «vendetta» di chi è stato tagliato fuori.

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