Economia 24 Settembre Set 2014 1845 24 settembre 2014

Branson: «L'orario di lavoro? Buttatelo»

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Richard Branson ha lanciato la nuova organizzazione del lavoro con ferie no limits Altro che articolo 18. Altro che regole. Mentre in Italia il dibattito poltico e sociale sul lavoro è tutto improntato sul Jobs Act e sulla possibile importazione del modello di lavoro scandinavo, dalla Gran Bretagna che sembra rinata dopo il risultato del No al referedum scozzese arriva una soluzione per un nuovo sistema di lavoro. A proporla è Richard Branson, 64 anni, magnate e fondatore della Virgin che tra finanza, entertainmnet, media, aerei e viaggi (perfino sulla luna) ha un fatturato mondiale di oltre 13 miliardi e più di 50 mila dipendenti. La sua idea è che l'orario di lavoro sia da abolire. E non has paura ad ammettere di avere visto questo modello di lavoro da Netflix, la società che consente di noleggiare film e videogiochi via Internet, e di avere avuto da subito l'intenzione di portarlo nella sua azienda. Detto, fatto. «La nostra nuova politica permetterà a tutti i dipendenti di andare in ferie quando vogliono e per quanto vogliono», ha scritto nel suo blog Branson. «Non c'è bisogno di chiedere l'approvazione a nessuno. Dipendenti e azienda non dovranno tenere conto dei giorni che trascorrono in vacanza lontani dall'ufficio». L'obiettivo e dare più spazio alla felicità dei propri impiegati, migliorando il business. Un must per Branson. UN'UNICA CONDIZIONE: ESSERE SICURI DI NON DANNEGGIARE SE STESSI E L'AZIENDA L'organizzazione a ferie apparente «no limits» ha un'unica condizione: «Sta ai dipendenti decidere quando hanno voglia di prendersi qualche ora, un giorno, una settimana o un mese di ferie, con la sola consapevolezza che lo faranno quando si sentono al 100% fiduciosi che la loro assenza non danneggerà il lavoro, e naturalmente nemmeno la loro carriera». Come misurare tutto ciò? Non contando con l'orologio le ore e i giorni passati alla scrivania, ma misurando i risultati che ognuno realizza, secondo l'idea di Branson, che non ha lanciato una semplice provocazione ma per molti una vera e propria rivoluzione con cui il mondo del lavoro dovrà fare i conti negli anni a venire. IL TEMPO IN UN UFFICIO: VALE DI PIÙ SE SI FA FORMAZIONE Del resto, Branson non è nuovo a idee innovative sulla gestione del tempo lavorato in azienda. Da molto tempo si è schierato a favore del part-time che considera un buon modo per conciliare la felicità delle persone con la vita lavorativa. Su questo terreno ha trovato un adepto illustre in Larry Page, fondatore di Google, che a luglio di quest'anno si è detto favorevole all'abolizione della settimana lavorativa a 40 ore, diventando paladino del part-time come contratto del futuro. Ma Branson è andato anche oltre. Se si è in ufficio il tempo va gestito al meglio, facendolo diventare producente per l'azienda, in ogni senso. E per Branson nvestire nel personale ha un carattere prioritario. Come? Facendo sì che possano usare il loro tempo lavorativo anche per una formazione costante. Per farlo, secondo Branson bisogna rompere le convenzioni sul luogo e il tempo in cui l’attività deve essere svolta, usando la tecnologia. Con un credo bene in mente: «Il lavoro migliore non è quello svolto in un determinato edificio tra le 9 e le 17».

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