Economia 24 Settembre Set 2014 1142 24 settembre 2014

Export extra Ue: -4,1% su anno

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Ad agosto calano sia le vendite che gli acquisti dai Paesi extra Ue. Lo rileva l'Istat, aggiungendo che la flessione dell'export (-4,1%) riguarda tutti i principali beni, a esclusione dell'energia che aumenta del 5,4% rispetto allo stesso mese del 2013. «Particolarmente intensa», la flessione della vendita di beni di consumo (-6,5%). L'istituto definisce "ampia" la caduta tendenziale delle importazioni che diminuiscono del 14,1%. La causa risiede nel forte calo degli acquisti di beni strumentali (-36,6%) e di energia (-21,3%). Positivo invece il dato congiunturale sull'export verso i Paesi extra Ue. Ad agosto 2014, rispetto al mese precedente, le esportazioni sono in crescita dello 0,9%, mentre le importazioni diminuiscono (-3,6%). L'Istat aggiunge che la crescita delle vendite verso i paesi extra Ue è spiegata dal forte incremento dell'export di prodotti energetici (+16,4%). Al netto di questa componente, infatti, la dinamica è debolmente negativa (-0,1%). Sono in espansione anche le vendite di beni di consumo durevoli (+8,3%) e di quelli strumentali (+1,2%). La flessione su base mensile dell'import (-3,6%) interessa tutti i principali comparti, a eccezione dei prodotti intermedi che aumentano del 2%. La contrazione degli acquisti è particolarmente rilevante per energia (-9%), beni di consumo durevoli (-7%) e beni strumentali (-5,5%). Nell'ultimo trimestre anche la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue è negativa (-1%), in ampia misura per effetto della contrazione delle vendite di beni strumentali (-5,8%). Ad agosto 2014, l'Istat ha rilevato un avanzo commerciale per 1,7 miliardi di euro. Nei primi otto mesi dell'anno il saldo con i paesi extra Ue è pari a +14,7 miliardi a fronte di +11 miliardi registrati nello stesso periodo del 2013. Si riduce, invece, l'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici che passa da +45,4 miliardi nel 2013 a +42 miliardi nel 2014. Ad agosto 2014, i mercati di sbocco più dinamici sono Turchia (+8,6%), Stati Uniti (+4,5%)e ASEAN (+4,3%).

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