Economia 25 Settembre Set 2014 1807 25 settembre 2014

Cina presto prima a Piazza Affari

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Cesare Romiti Ben vengano gli investimenti cinesi in Italia, sia nelle grandi aziende di Stato che in quelle private. E' quanto sostiene il presidente della Fondazione Italia Cina, Cesare Romiti, interpellato sulle partecipazioni dei cinesi nei "gioiellini" di Stato. A margine della presentazione del programma 2014-15 della Scuola di formazione permanente della fondazione, Romiti spiega che «l'Italia ha bisogno di investitori stranieri e la Cina è un investitore importante. GLI INVESTIMENTI CINESI IN ITALIA. Gli investimenti del 'gigante' asiatico verso l'estero, aggiunge Romiti, ''stanno aumentando''. In Italia la Cina è presente in aziende come Eni, Enel, Terna, Snam, Ansaldo Energia. Poi c'è lo shopping estivo della People's Bank of China, che ha investito in Fiat, Telecom, Prysmian e Generali (tutte partecipazioni di poco superiori al 2% del capitale). Cerchiamo di avere una collaborazione e di occuparci di più di questo. Oggi la Cina - osserva - è il secondo investitore a Piazza Affari, ma è destinato a diventare il primo», considerando anche che «oggi il primo è Fiat ma andrà in America». Quanto all'attività del governo italiano nei confronti di Pechino, Romiti si dice "dispiaciuto" del fatto che «sia Renzi sia i suoi predecessori» siano stati nel Paese solo due giorni, mentre i cancellieri tedeschi, Merkel e Schroeder, ci sono stati una settimana. La Cina è azionista delle più grandi aziende italiane ed è molto interessata anche alle piccole e medie imprese", spiega Romiti, sottolineando che «dobbiamo cogliere come Paese l'opportunità di questo interesse della Cina per trarne vantaggio».

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