Economia 26 Settembre Set 2014 1230 26 settembre 2014

Russia: Bashneft è un altro caso Yukos

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Il quartier generale di Bashneft a Mosca. La Corte dell'arbitrato di Mosca ha ordinato il sequestro delle azioni della compagnia petrolifera Bashneft, controllata dall'oligarca Vladimir Evtushenkov, al quale sono stati confermati gli arresti domiciliari con l'accusa di riciclaggio nella privatizzazione della stessa società. I media hanno evocato il rischio di un caso Yukos bis. Bashneft era finita nel mirino del colosso statale Rosneft guidato da Igor Secin, potente alleato di Putin alcuni mesi fa, ma l'affare non è andato in porto per il rifiuro di Evtuschenkov. E la campagna contro l’oligarca a cui viene contestata la legittimità dell’acquisto della compagnia petrolifera Bashneft, comincia ad avere delle analogie sempre più evidenti con la storia di Mikhail Khodorkovskij e della sua Yukos perduta nel 2004. E a poco è valso che a luglio 2014 la Corte europea dei diritti umani, dieci anni dopo, abbia condannato Mosca a risarcire gli azionisti dello scippo. L'OLIGARGA IEVTUSCHENKOV È NELLA TOP 15 DI FORBES IN RUSSIA La caduta di Evtushenkov è nata dal rifiuto di venderla alla Rosneft di Igor Sechin, il potente alleato di Putin, il nome più in vista nell’elenco dei personaggi posti sotto sanzioni negli Stati Uniti. Rosneft, primo produttore russo di petrolio, è diventata un colosso proprio grazie all’annessione delle proprietà di Yukos, sequestrata a Khodorkovskij dieci anni fa. Evtushenkov considerato da Forbes il 15/o uomo più ricco di Russia, ha un patrimonio  di 9 miliardi di dollari, e si è dichiarato innocente. Ma il suo patrimonio in Borsa sta crollando: la holding Sistema ha perso il 14,4% e Bashneft ha ceduto il 6,2%. In una settimana la holding di Evtushenkov ha perso circa il 40% in Borsa e oltre 3 miliardi di dollari di capitalizzazione.

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