Economia 26 Settembre Set 2014 1620 26 settembre 2014

Tgcom24 in stato agitazione: emergenza organico

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La redazione di Tgcom24 «assiste con grande preoccupazione allo smantellamento del canale all news di Mediaset, nato tre anni fa con un grande investimento professionale, finanziario e di immagine». E’ quanto si legge in una nota dell’assemblea del Tgcom 24 approvato all’unanimità dove si fa notare che «dopo la mutilazione del palinsesto che ha tolto al canale proprio le fasce più caratterizzanti e seguite (quelle dell’alba e della tarda serata), riducendo il sistema all news a 10 ore di programmazione in diretta, l’azienda prospetta ora una risposta gravemente insufficiente all’emergenza dell’organico». RINNOVATI DUE CONTRATTI SU QUATTRO. «L’annunciato rinnovo di due soli contratti a termine su quattro, e solo fino a dicembre, è un duro colpo a quel che resta dell’organico e dell’organizzazione, e mette in serio pericolo la stessa continuità della messa in onda». L’assemblea esprime forte contrarietà per la decisione dell’azienda di destinare ad altro incarico due dei colleghi con contratto a termine. I quattro tempi determinati, lo ribadiamo, da anni rappresentano il nerbo della produzione di questo canale. Per questo l’assemblea chiede a tutti i Cdr di Mediaset di farsi subito carico di un’iniziativa che porti a sanare anche dentro il prossimo integrativo le posizioni dei colleghi con contratti precari. OTTIMIZZARE LE RISORSE. La redazione è disponibile a dare il proprio contributo costruttivo alla ricostruzione di un palinsesto che – come chiesto dalla stessa azienda – ottimizzi meglio le risorse. Si attende però passi conseguenti da parte dell’azienda: a partire dalla rinuncia a infarcire il palinsesto con ulteriori contributi esterni in diretta (simulcast), e dall’eliminazione delle repliche incompatibili con l’immagine di un canale all news (la riproposizione di edizioni registrate di telegiornali di altre reti, ore dopo la loro messa in onda). La redazione dichiara lo stato di agitazione e proclama sin d’ora tre giorni di sciopero dal 6 ottobre se non si realizzeranno le necessarie integrazioni all’organico».

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