Economia 27 Settembre Set 2014 0800 27 settembre 2014

Azioni: a Wall Street piace piccola

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Jack Ma fondatore di Alibaba che ha  debuttato sul listino amricano con una quotazione record. Dopo la sbornia della quotazione di Alibaba, la convinzione comune di chi investe a Wall Street che sia meglio investire in società con un alto livello di liquidità, percepite come più stabili e più ricche, si è rafforzata. Ma i fatti in questo anno record per la borsa americana che continua a salire nonostaente i venti di guerra siriani li smentiscono: nel 2014 le dieci società con meno contante, equivalente di liquidità e investimenti quotate sul listino di riferimento S&P's 500 hanno avuto andamenti superiori a quelli del mercato delle rivali più grandi: i titoli di queste Cenerentole della Borsa americana sono saliti in media nel 2014 del 12,8%, più del +8% circa segnato dallo S&P e il doppio rispetto al +5,6% registrato in media dalle aziende con più liquidità e investimenti. Ecco chi sono. DUE SCONOSCIUTE TRA LE MIGLIORI DELLO S&P'S 500 Tra le società meno ricche a segnare le performance migliori sono state Newfield Exploration, azienda del comparto energetico che ha dichiarato liquidità e investimenti per appena 62 milioni di dollari, e Martin Marietta Materials, attiva nel settore del cemento e della chimica, che ha dichiarato di avere in cassa circa 34 milioni di dollari. Il titolo Newsfield è in rialzo del 60% quest’anno, trainato dalla previsione degli analisti che attendono un deciso aumento dei profitti nei prossimi trimestri e un +29% per l’utile dell’intero 2014. Anche nel caso di Martin Marietta a fare salire le azioni, in aumento del 31% finora nell’anno, è il fatto che guardando avanti si intravede una solida crescita (gli analisti attendono un rialzo dei profitti dell’anno in corso del 43%). Altre Cenerentole che stanno facendo molto meglio del mercato sono Ameren, società del comparto dell’energia elettrica, Republic Services, attiva nel settore dello smaltimento di rifiuti, e Windstream Holdings, che lavora nel campo delle telecomunicazioni: le tre aziende hanno rispettivamente contante per 46, 50 e 55 milioni di dollari e i titoli crescono finora nel 2014 del 7,4%, del 18,1% e del 41,5%. Abbassano la media le società del settore energetico Range Resources e Denbury Resources, che rispettivamente con zero liquidità disponibile e 12 milioni di dollari di contante, vedono calare i titoli quest’anno dell’11 e dell’1,4%.

General Electric che ha oltre 70 milioni di dollari di liquidità perde circa il 4% da inizio anno. I GRANDI COLOSSI SONO INARRIVABILI Questo non significa che le grandi aziende non stiano andando bene: Apple ha liquidità disponibile per 165 miliardi di dollari, più di qualunque altra aziende presa in esame e il titolo sale del 22% quest’anno, grazie anche allo split azionario 7 a 1 deciso prima dell’estate. Viceversa però colossi come General Electric, che ha liquidità per 70 miliardi di dollari, quest’anno cede il 4% circa, e lo stesso vale per il gigante petrolifero Exxon Mobil, il cui titolo è in ribasso quasi del 2% nel 2014. Quando si parla di liquidità disponibile non si può non notare che, complice il rally del mercato azionario, le aziende americane hanno molto più contante per le mani e spesso decidono di utilizzarlo per operazioni di buyback: secondo Barclays che le aziende hanno speso il 31% della liquidità in riacquisti azionari nel secondo trimestre, più del 14% di fine 2009. Inoltre, stando ai dati di Birinyi Associates, nel 2014 le imprese hanno riacquistato titoli propri per 338,3 miliardi di dollari, il massimo dal 2007, e nei primi otto mesi 740 società hanno autorizzato buyback, il maggior numero dal 2008. Nell’ultimo anno la classifica dei riacquisti di azioni proprie vede in testa Apple con 32,9 miliardi, seguita da Ibm con 19,5 ed Exxon Mobil con 13,2, mentre il più recente è quello autorizzato da Humana per 2 miliardi.

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